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Il premio Nobel per la Letteratura Wole Soyinka diventa cittadino onorario di Palermo

Ieri, giovedì 13 ottobre, a trent’anni dal conferimento del premio Nobel per la Letteratura, al Teatro Biondo, lo scrittore nigeriano Wole Soyinka è stato protagonista di uno dei momenti più salienti del Festival delle Letterature Migranti.

Davide Camarrone, direttore artistico della rassegna letteraria, ha rivolto il benvenuto alla platea invitandola a raccogliersi in un minuto di silenzio in memoria di Natale Tedesco, professore emerito di Letteratura Italiana all’Università degli studi di Palermo, scomparso ieri all’età di 85 anni e a cui lo stesso Camarrone ha scelto di dedicare l’intera iniziativa culturale.

In ricordo di uno dei più grandi promotori della cultura palermitana, ha preso inizio uno straordinario dialogo tra Wole Soyinka, il sindaco Leoluca Orlando e Alessandra Di Maio, africanista e docente di Letteratura inglese all’Università di Palermo, intervallato dalle letture della raccolta autobiografica recitate dall’attore Giuseppe Cederna.

“E’ un grande onere e onore, ricevere quest’oggi un grande artista e un grande uomo”, ha confessato Alessandra Di Maio, “Soyinka non è solo il primo scrittore africano ad aver vinto il Premio Nobel, ma un fervido sostenitore dei diritti inalienabili di ogni essere umano. La sua ferma presa di posizione contro la dittatura militare di Abacha gli è costata una condanna a morte che lo ha costretto per anni all’esilio. Tornato nella sua terra di origine, ha continuato la sua attività di strenuo difensore contro oppressioni e sopprusi. Soyinka ha saputo, inoltre, coniugare l’attività di scrittore, poeta e drammaturgo con quella di formidabile cantautore. Tengo sempre vivo il ricordo di quando lo incontrai in Nigeria, era circondato da gente meravigliosa che seguiva il ritmo della sua musica e lo accompagnava con danze sfrenate. L’armonia e la vitalità degli Yoruba mi ha letteralmente travolta!

Nell’instaurarsi così di un armonioso clima di solidarietà ed amicizia, è intervenuto Soyinka: “Ringrazio questa splendida città dell’accoglienza. Palermo è davvero un crocevia di popoli, emblema di apertura e multiculturalità. Personalmente immagino la Sicilia come l’isola di un popolo bianco intriso di anima nera. Siete già l’Europa, ma siete anche quasi Africa, siete un ponte imprescindibile di comunicazione e solidarietà attraverso il quale poter instaurare un prezioso collegamento tra i due continenti. Le differenze tra popoli non devono essere annullate, ma preservate e integrate in una fluida miscela di identità diverse. Miei cari italiani, Arlecchino era africano”. Ha continuato, ironizzando: “Le mie ricerche di natura etno-antropologica mi hanno condotto ad ipotizzare che fosse un soldato proveniente dall’Africa Occidentale, insediatosi in Sicilia per poi essere assorbito nella commedia dell’arte all’italiana. Chi ha intenzione di tracciare barriere, ha già perso, ancor prima di aver cominciato”.

Particolarmente significativo, all’interno di un Festival che promuove l’armonia e la convivenza, il momento conclusivo dell’incontro, durante il quale Wole Soyinka ha ricevuto la cittadinanza dal sindaco Leoluca Orlando in onore al suo impegno artistico, civile e politico speso in difesa di ogni libertà identitaria.

 

Riguardo Margherita Guzzo

Margherita Guzzo
Di Palermo. Laureata in Lettere, studentessa di Filologia Moderna e Italianistica.

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