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I poveri nutrono la terra, la terra nutre i poveri: il docufilm sull’opera di Biagio Conte al Festival delle Letterature Migranti

In occasione del Festival delle Letterature Migranti, il regista siciliano Pasquale Scimeca ha presentato ieri, presso la missione speranza e carità, il documentario dal titolo Missione. I poveri nutrono la terra, la terra nutre i poveri, sull’opera di Biagio Conte a Palermo.

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La storia di Biagio Conte inizia venticinque anni fa, quando decise, in seguito ad una crisi spirituale, di lasciare agi e famiglia per dedicarsi ai poveri e agli emarginati della sua città. Il tema della migrazione ricorre nel documentario all’interno della cornice di una realtà fatta di accoglienza e solidarietà, di amore verso gli oppressi, verso chi fugge dalla guerra e cerca un rifugio sicuro, senza distinzione di razza o etnia.

Il docufilm descrive le sei Missioni di speranza e carità, tre di accoglienza (quelle di via Archirafi, di via decollati e di via Garibaldi)  e tre di lavoro (quelle di Tagliavia, di Scopello e di Villa Pignatelli a San Lorenzo). Le Missioni ospitano più di mille persone provenienti da ogni parte del mondo: migranti in arrivo dall’Africa e dall’Asia,  senzatetto, carcerati, malati, senza fissa dimora dei quartieri popolari.

“Una società che lascia indietro i più deboli – dice Biagio Conte – prima o poi si sfalderà, entrerà in crisi, piena di egoismo e indifferenza. Io ho rinunciato a tutto questo, ho detto basta, ho scelto di dedicarmi ai poveri e questo riempie ogni giorno la mia vita. In questa città che sembra distratta, la società pensa che i poveri siano da emarginare, invece sono frutto e parte di questa realtà, e basta poco per aiutare il nostro prossimo, aiutarlo col cuore, non con beni materiali. Grazie a questo, essi rinascono a vita nuova ed è sconvolgente quello che possono fare”.

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Infine, dedica qualche parola al fenomeno dell’immigrazione, ribadendo l’importanza dello scambio interculturale: “siamo tutti stranieri in terra straniera. L’arrivo dei popoli è una risorsa, non uno scandalo. Anche noi siciliani siamo emigrati in tutto il mondo in passato. E’ un disegno che viene dall’alto, è il buon Dio che muove i popoli per vivere la fratellanza, la comunione. Io stesso, nei miei pellegrinaggi, ho ricevuto accoglienza non solo da famiglie italiane, ma anche da famiglie straniere di diverse culture e credo religioso”. 

Riguardo Marta Cianciolo

Marta Cianciolo
Studentessa al corso di studi in Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo.

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