Home / #IoDicoLaMia / Più risorse per il diritto allo studio nella legge di stabilità
Sede del MIUR a Roma, viale Trastevere

Più risorse per il diritto allo studio nella legge di stabilità

L’intervento del governo

Il 24 novembre, in Campidoglio, il premier Matteo Renzi, nella conferenza stampa in cui annunciava i provvedimenti del governo per la lotta al terrorismo ha promesso l’impiego di 50 milioni per il diritto allo studio e per le borse di studio. «Chi è meritevole di studiare non può essere bloccato per questioni di reddito» ha affermato il presidente del Consiglio.

La conferenza stampa ha suscitato maggiormente l’attenzione degli osservatori per l’annuncio del bonus dei 500 euro ai nuovi maggiorenni. La misura per le borse di studio fa infatti parte del pacchetto d’investimenti in cultura di un miliardo di cui fanno pure parte il recupero delle periferie e l’apertura del due per mille alle associazioni culturali.

Il provvedimento economico sarà inserito nella legge di stabilità (la legge in cui si stanziano le risorse da impiegare nell’anno successivo) nella quale le risorse per il diritto allo studio erano le grandi assenti. I rappresentanti degli studenti avevano chiesto interventi da 100-200 milioni specie in virtù del nuovo calcolo ISEE che ha ampliato la già ampia platea degli studenti idonei non beneficiari.

I passaggi parlamentari

Nel primo passaggio al Senato erano già comparsi 5 milioni. E nella seduta del 27 novembre la commissione cultura della Camera dei Deputati ha approvato un nuovo emendamento alla legge di stabilità che attribuisce questi 5 milioni alle spese per il diritto allo studio e in particolare alle borse di studio.

Se la proposta governativa non ingloberà i risultati del lavoro parlamentare, per il diritto allo studio saranno stanziati 55 milioni che dovrebbero tradursi approssimativamente in 15 mila borse di studio in più. Infatti questi 55 milioni si sommerebbero ai 160 milioni circa disposti dal ministero come provvedimento base.

Il ministro

Il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, intervenendo ad un seminario presso l’università Luiss ha affermato: «Quello del diritto allo studio è una delle emergenze del nostro sistema universitario», aggiungendo poi: «Deve cambiare il meccanismo di finanziamento, la gestione deve passare dalle Regioni agli atenei». «Le Regioni non saranno felici di privarsi di questa gestione – ha aggiunto Giannini – ma le borse di studio devono essere considerate un passaporto per tutti gli studenti per consentire loro di entrare in un percorso di eccellenza e scegliere l’ateneo che si vuole».

La voce degli studenti

Le posizioni dei rappresentanti degli studenti non sono univoche. Link-Coordinamento Universitario e l’Unione degli studenti sono critici nei confronti della misura che “non risolve il problema del diritto allo studio alla radice” e che si configura “completamente sconnesse dalla realtà italiana”. Mentre StudiCentro reputa i provvedimenti annunciati dal governo: «nella direzione giusta di proteggere la dignità delle giovani generazioni».

Riguardo Andrea Cannizzaro

Andrea Cannizzaro
Nato il 29 luglio 1994 a Palermo dove frequento il corso di studi in Giurisprudenza. La mia mail è andreacannizzaro94@gmail.com

Leggi anche

Unreal Engine

Unreal Engine, come sviluppare un videogioco dal nulla

Moltissimi appassionati di videogames hanno sempre desiderato di poter creare un proprio videogioco. Alcuni di …

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *