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Pedonalizzare il Campus, tra sogno e realtà. Parla Maurizio Carta

Abbiamo intervistato il presidente della scuola Politecnica UniPa in merito al dibattito che si è creato in questi giorni sull’argomento #uniparking che privatizzerà i parcheggi della cittadella universitaria, rendendo l’accesso a pagamento.

La domanda che tanti studenti si pongono è se si incrementeranno i servizi agli studenti o si creeranno solo i presupposti per il business dell’azienda che ha stipulato il contratto.

Professor Carta cosa pensa di un eventuale esperimento di pedonalizzazione di una parte all’interno della cittadella universitaria?

La qualità della vita degli studenti e dei docenti nei campus universitari si misura anche dalla presenza di spazi dedicati alle relazioni e agli incontri nonché dal decoro e sicurezza degli spazi comuni. E’ per questo che, insieme al Rettore Fabrizio Micari e al professore Paolo Inglese, abbiamo avviato una serie di iniziative di miglioramento della qualità della vita nel Campus di viale Delle Scienze, ma anche nel Polo di via Archirafi e in quello del centro storico. Le iniziative riguarderanno in generale la vivibilità e la sostenibilità e, quindi, affronteranno anche il tema della mobilità sostenibile e delle conseguenti azioni di pedonalizzazione. Già molte aree del Campus di viale delle Scienze sono pedonali e riservate alle attività sociali e sportive degli studenti e altre potrebbero essere potenziate. Anche il polo di via Archirafi è nostra intenzione che diventi, sempre di più, un campus urbano attraverso una sua pedonalizzazione, già condivisa con il Comune di Palermo, che comprenda una nuova definizione delle recinzioni verso una maggiore permeabilità, una diversa funzionalità dei giardini e, soprattutto, attraverso l’estensione dell’Orto Botanico grazie al terreno donato da Unicredit e il raccordo con l’ex Gasometro grazie ad una collaborazione con AMG.

10296481_10203746873134826_8769033808496807077_oL’Università di Palermo, inoltre, ha aderito alla rete nazionale promossa dalla CRUI sulle “università sostenibili” e, quindi, è impegnata ad attuare politiche e interventi concreti per potenziare la sostenibilità sia dal punto di vista energetico, sia da quello della mobilità che da quello della vivibilità degli spazi pubblici, azioni che oggi devono essere attuate insieme perché ognuna di esse agevola e moltiplica gli effetti dell’altra.

Considerate le recenti polemiche sull’introduzione del parcheggio a pagamento all’interno della cittadella universitaria, piuttosto che pensare UniPa come parcheggio non sarebbe meglio trasformarla in un grande parco in senso fisico e culturale, un vero e proprio Campus che disponga di spazi di incontri e di scambi di idee anche al di fuori delle classiche aule accademiche?

La visione guida di Unipa promossa dal Rettore è “Palermo Città Universitaria”, intendendo proprio la volontà di aprire sempre più l’università alla città metropolitana non solo offrendo un’eccellente didattica e trasferendo una prestigiosa ricerca, ma anche offrendo importanti servizi culturali e sociali che sono naturalmente presenti dentro l’università e che potrebbero essere messi a servizio non solo degli studenti ma di tutta la comunità di persone che gravita attorno a Unipa. Penso agli spazi verdi del Campus, alle biblioteche che progressivamente saranno aperte fino a tarda sera, agli spazi per lo studio e l’incontro degli studenti, molti dei quali già oggi sono sempre aperti anche durante la notte. Penso alla disponibilità delle nostre aule per ospitare conferenze, seminari, concerti e spettacoli teatrali, rendendo sempre più confidenziale il rapporto tra università e città. Non dimentichiamo anche l’importanza dei nostri musei – presso la Scuola Politecnica c’è il Museo Storico dei Motori e dei Meccanismi – che offrono durante l’anno numerose iniziative culturali spesso attraendo prestigiose aziende che concorrono a incrementare la reputazione nazionale e internazionale di Unipa.

Pensiamo al ruolo fondamentale dell’Incubatore ARCA che, oltre ad agevolare la nascita di imprese formate dai nostri giovani, è uno straordinario attivatore di occasioni di incontro e scambio tra innovazione, creatività, talento e imprese, sempre al servizio del rafforzamento delle competenze e opportunità per i nostri studenti e laureati.

Il Campus, quindi, è già un grande parco metropolitano e le intese con il Comune per riattivare il collegamento con il Parco Cassarà e con gli impianti sportivi del CUS lo renderanno sempre più attrattivo per molta parte della cittadinanza. Naturalmente tra queste azioni rivolte alla vivibilità e sostenibilità rientra un’adeguata gestione dell’accesso e del parcheggio delle auto private, ragionando progressivamente su una riduzione degli spazi dedicati alla sosta anche attraverso l’incremento del car e bike sharing dentro il Campus.

Come possiamo augurarci  che l’università sia il centro della città come più volte detto dalle varie istituzioni, se ad oggi  questa non dispone di collegamenti efficienti che la colleghino al resto della città? Non pensa che sia il caso di pensare l’università al centro della città oltre che culturalmente anche logisticamente sul piano della mobilità?

Concordo pienamente con una visione in cui università e città facciano parte dello stesso ecosistema della creatività e della conoscenza, come accade in numerose altre realtà universitarie europee o americane e proprio su questo tema dirigo una rete di ricerca composta da sei università italiane e sei università internazionali e a cui aderisce anche l’Unesco. La stessa CRUI ha investito molto sul tema dei rapporti tra università e città tanto da siglare nel 2015 con l’ANCI un protocollo che impegna le istituzioni universitarie e quelle cittadine ad attuare azioni comuni per rafforzare l’osmosi, la connessione e l’interfaccia tra università e città, considerando questa relazione un potente motore di sviluppo sostenibile, di nuove economie e di qualità urbana.

Questa relazione sinergica, naturalmente, deve trovare nelle politiche di mobilità sostenibile la sua prima concretizzazione, agevolando il raggiungimento delle sedi universitarie attraverso l’uso della mobilità collettiva e condivisa piuttosto che di quella privata. A Palermo già oggi la stazione metropolitana Vespri serve adeguatamente il Campus, agevolata dall’apertura della stazione Lolli e di quella San Lorenzo che consentiranno di raggiungere l’università più agevolmente. Naturalmente si tratta di soluzioni parziali che saranno completate dal funzionamento a regime di tutta la nuova rete di mobilità collettiva su ferro di Palermo, che vedrà l’azione congiunta (si auspica con un biglietto integrato) del passante e dell’anello ferroviario e delle linee del tram, che oggi interessano solo parzialmente l’Università ma che con la loro estensione prevista dal Comune coinvolgeranno in maniera strutturata sia il Campus di viale delle Scienze che i poli di via Archirafi e di via Maqueda che il complesso dello Steri, chiudendo la rete della mobilità sostenibile. Naturalmente anche l’Università di Palermo dovrà fare la sua parte, attraverso l’azione del mobility manager, il professore Giuseppe Salvo, incentivando i comportamenti virtuosi e disincentivando quelli non sostenibili agendo sia sul versante dei servizi integrati (per esempio utilizzando la Unipa smartcard), sia sul versante di una politica dei tempi e degli orari che sincronizzi meglio i tempi e i cicli di vita urbani come accade in numerose altre città e come è stato sperimentato da un gruppo di ricerca del DARCH e del DEIM nell’ambito di un progetto sulle Smart Cities and Communities appena conclusosi.

E’ questo per me il vero significato di essere città universitaria, sperimentare al nostro interno comportamenti virtuosi da esportare nel resto della città, rendendo più attrattiva non solo Unipa ma l’intera città e viceversa.

 

Riguardo Tommaso Mancuso

Tommaso Mancuso
Senatore all'Università di Palermo. Medicina è passione, cinema è sensazione, scrittura come emozione. Questo è quello che sono perchè non ne sarò mai sazio! email: toms.mancuso@gmail.com

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