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Parco Ninni Cassarà, parla un pentito: “Era la discarica pubblica di Palermo”

Uno dei parchi più belli di Palermo, per anni sotto sequestro, è protagonista di un’oscura vicenda in cui si intrecciano degrado, criminalità organizzata e disastro ecologico. Era destinato a diventare il fiore all’occhiello della città, con i suoi 255.000 metri quadrati di estensione, un teatro all’aperto, una pista di pattinaggio, campi da bocce e percorsi pedonali e ciclabili. Si tratta del Parco Ninni Cassarà, che si trova alle spalle della cittadella universitaria di Palermo.

Il parco, fortemente voluto dall’ex sindaco Diego Cammarata, venne realizzato su un’area che per decenni era stata abbandonata e utilizzata come discarica abusiva. Quando venne inaugurato, nel novembre del 2011, c’era già una zona sotto sequestro per la presenza di eternit. L’immenso polmone verde venne tuttavia da subito preso d’assalto dai palermitani. A dicembre del 2013, però, dalla terra vennero fuori altre lastre di eternit ed è da qui che è partita l’inchiesta della Procura che ha portato alla scoperta di una gigantesca bomba ecologica – con scarti industriali, inerti, copertoni, tubi di gomma, sabbie da verniciatura, plastica e altro materiale tossico – che ha finito per inquinare anche la falda acquifera. Falso, omissione, ma anche disastro ambientale, sono questi i reati che la Procura contesta a dodici tra dipendenti pubblici e imprenditori. Il procuratore aggiunto Dino Petralia, che ha coordinato le indagini, ha chiesto il rinvio a giudizio e l’udienza preliminare, che si svolgerà davanti al gup Fabrizio Anfuso, è stata fissata per il 27 giugno.

cassaràA raccontare dettagli agghiaccianti della vicenda è anche il collaboratore di giustizia Stefano Lo Verso, riportate in un articolo di PalermoToday. “Era la discarica pubblica di Palermo”, ha detto ai magistrati, “incontrollabile e accessibile a tutti”. Lo Verso racconta che “tutto lo scavo, tutta la terra tolta per fare il carcere di Pagliarelli sia stato scaricato proprio in quella zona, che lì sarebbero andati “tutti i camion del boss Benedetto Capizzi”, ma anche di “tutti quelli che erano vicini ad ambienti malavitosi”. E lo ribadisce più volte: “Tutti vedevano, tutti sapevano, ma nessuno parlava”. Negli anni ’60 quella zona era puntellata da agrumeti e mandarineti ed è a partire dagli anni ’80 che in quel punto della città sarebbero stati interrati rifiuti pericolosi di ogni tipo. Rifiuti prodotti dalle tante attività – una fabbrica di cera, una falegnameria, un deposito di carburante, un’officina di sverniciatura che avrebbe attirato clienti “da tutta Palermo e anche da fuori”, allevamenti di animali (cavalli, maiali, mucche, galline), “uno sfasciacarrozze enorme”, ma anche da “uno che impastava la creta”, da altri che “facevano frattaglie”, “uno che riempiva le bombole per gli estintori” – che in quel periodo sarebbero state avviate in quei terreni.

ninni cassaràC’è però ancora speranza per il parco Cassarà. Lo scorso 27 gennaio l’amministrazione comunale di Palermo ha promesso, a seguito delle numerose richieste arrivate dai residenti e dai consiglieri della circoscrizione, che entro il mese di febbraio sarebbe stata indetta la gara per la caratterizzazione dei rifiuti pericolosi nell’area del Parco Cassarà, per rendere possibile la pianificazione degli interventi di rimozione e bonifica nelle tre aree sottoposte a sequestro dalla magistratura per presenza di amianto e, quindi, la progressiva riapertura alla fruizione pubblica. Allo stesso tempo gli uffici dell’amministrazione avrebbero richiesto all’autorità giudiziaria l’autorizzazione all’accesso nella zona rossa sottoposta a sequestro perché si potesse da subito procedere alla rimozione dell’amianto visibile senza attendere la fine delle procedure di caratterizzazione, con fondi dell’amministrazione comunale. Ad oggi, però,  il Parco Cassarà continua a tenere il cancello chiuso per i visitatori. ”È stata bonificata l’area relativa al cosiddetto ‘frassineto’, con la rimozione dei frammenti di amianto rilevati nelle indagini disposte dalla Procura della Repubblica”, ha spiegato alcune settimane fa l’avvocato Francesco Fiorino, dirigente dell’ufficio ambiente, “siamo nella fase della imminente pubblicazione del bando di gara per l’esecuzione dei sondaggi nell’area ‘verde’, poiché la documentazione e gli atti della gara sono pronti. Tutto questo sempre in sintonia con l’obiettivo dell’amministrazione comunale di riaprire al più presto il Parco Cassarà”. “L’impegno dell’amministrazione comunale per la riapertura progressiva del Parco è massimo e costante”, ha aggiunto il sindaco Leoluca Orlando, “ciò risolverà una vicenda vergognosa, simbolo della precedente dis-amministrazione e che ha trasformato quello che poteva essere un fiore all’occhiello della città in un potenziale pericolo per la salute dei cittadini”.

 

Riguardo Eliseo Davì

Eliseo Davì
Ho scritto un romanzo storico, "Societas", edito da BookSprint Edizioni. Sono Direttore del blog di informazione online "Il giornale di Isola" e ho collaborato con "L'ora". E nel frattempo studio, frequentando la facoltà di Giurisprudenza di Palermo.

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