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Parco Cassarà, rimosso l’amianto in superficie, ma passeranno mesi prima della riapertura

Si accende una speranza per il parco Cassarà, uno dei parchi più belli di Palermo, alle spalle della cittadella universitaria, per anni sotto sequestro e protagonista di un’oscura vicenda in cui si intrecciano degrado, criminalità organizzata e disastro ecologico. Era destinato a diventare il fiore all’occhiello della città, con i suoi 255.000 metri quadrati di estensione, un teatro all’aperto, una pista di pattinaggio, campi da bocce e percorsi pedonali e ciclabili.

Il parco, fortemente voluto dall’ex sindaco Diego Cammarata, venne realizzato su un’area che per decenni era stata abbandonata e utilizzata come discarica abusiva. Quando venne inaugurato, nel novembre del 2011, c’era già una zona sotto sequestro per la presenza di eternit. L’immenso polmone verde venne tuttavia da subito preso d’assalto dai palermitani. A dicembre del 2013, però, dalla terra vennero fuori altre lastre di eternit ed è da qui che è partita l’inchiesta della Procura che ha portato alla scoperta di una gigantesca bomba ecologica – con scarti industriali, inerti, copertoni, tubi di gomma, sabbie da verniciatura, plastica e altro materiale tossico – che ha finito per inquinare anche la falda acquifera.

Un passo in avanti c’è stato in questi giorni. “Al Parco Cassarà è terminata la rimozione di amianto in superficie. Ora pronta la gara per i carotaggi per valutare l’inquinamento in profondità”, ha annunciato sulla sua pagina facebook il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. Quello dei carotaggi è uno step necessario per stabilire se esiste inquinamento in profondità e, soprattutto, a che livello. Un basso indice di presenza di elementi tossici potrebbe sostanzialmente portare alla riapertura della cosiddetta «zona verde» del parco, circa il 65-70 per cento di tutto giardino. “Chiunque dia date o prometta facili riaperture fa pura propaganda o non sa di cosa parla. Non vi sono tempi certi, dipende da cosa si trova nel sottosuolo. In questi anni abbiamo lavorato in silenzio per risolvere una vicenda vergognosa, simbolo della precedente ‘dis-amministrazione’ e che ha trasformato quello che poteva essere un fiore all’occhiello della città in un pericolo per la salute dei cittadini. Con la fine della rimozione dell’amianto”, continua Orlando, “abbiamo fatto un importante passo avanti verso la riapertura, ma in attesa degli ulteriori accertamenti che già stiamo predisponendo non è possibile fare previsioni certe sulla riapertura”. Insomma, c’è ancora molto da fare, ma la speranza che questo bene torni ai cittadini palermitani si fa più concreta.

Riguardo Eliseo Davì

Eliseo Davì
Ho scritto un romanzo storico, "Societas", edito da BookSprint Edizioni. Sono Direttore del blog di informazione online "Il giornale di Isola" e ho collaborato con "L'ora". E nel frattempo studio, frequentando la facoltà di Giurisprudenza di Palermo.

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