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Parcheggi a pagamento in arrivo per l’ateneo: la protesta degli studenti

E’ di questi giorni la notizia che l’Università degli Studi di Palermo si prepara a mettere in pratica un piano di ottimizzazione della viabilità sia interna sia esterna alla cittadella universitaria, che comprende l’adozione di significativi cambiamenti, fra questi l’introduzione del parcheggio a pagamento già deliberati durante la gestione Lagalla.

Sono state diverse le iniziative di protesta da parte degli studenti, quasi tutti concordi nel ritenere questa tassa una violazione dei loro diritti.

L’attuazione del provvedimento prende vita in questi giorni dopo anni di discussioni e rinvii.

E’ nel Consiglio di Amministrazione del 6 e 7 agosto del 2009, infatti, che viene approvato e stipulato lo schema di convenzione per la gestione dei parcheggi a pagamento nella cittadella universitaria, attuato mediante Raggruppamento Temporaneo costituito dalla ditta capogruppo Eletron S.r.l., Medprom S.r.l. e Autoservizi Inzerillo S.r.l.. Tale convenzione, però, fu sospesa a causa del forte dissenso espresso dagli studenti circa le tariffe concordate.

In seguito ripresero le trattative, alle quali parteciparono i rappresentanti degli studenti, docenti universitari delegati dal Rettore e personale tecnico amministrativo.

E’ nel 2011 che il suddetto Raggrupamento propone sostanziali modifiche al piano tariffario precedentemente concordato, ma le proteste non si placano e nel 2012 viene presentata un’ulteriore proposta dall’Associazione Temporanea d’Imprese (A.T.I.) e il CdA apre, così, una nuova trattativa.

In sostanza, tra le innovazioni proposte, viene mantenuto l’accordo su un abbonamento ai parcheggi mediante tesserino magnetico, con casse automatiche e manuali previste nelle aree d’ingresso della cittadella, con cifre che la ditta si riserva di aggiornare annualmente (fino a 50 euro per gli studenti e fino a 170 per i docenti); si aggiunge un servizio di lavaggio automobili e un abbonamento per il parcheggio delle moto.

Ma gli studenti non sono convinti e propongono, anzi, che il servizio venga riservato a chi ne faccia espressa richiesta, consapevoli che una migliore regolamentazione d’accesso alla cittadella sia comunque necessaria. Le trattative si bloccano ancora e la ditta capogruppo minaccia di intraprendere azione legale contro l’Ateneo siciliano.

La situazione non cambia e la proposta viene mantenuta e, anzi, negli anni alcuni provvedimenti sono stati attuati, come l’applicazione delle strisce per il parcheggio e la presentazione da parte dell’AMAT all’Ateneo palermitano di un servizio di car e bike sharing all’interno della cittadella.

Il progetto sembra, dunque, in via d’attuazione, nonostante sia scontato ricordare che la cittadella non è soltanto un luogo in cui frequentare lezioni e studiare, ma è soprattutto punto fondamentale d’incontro per ogni studente, che la “vive” giornalmente, trascorrendo giornate intere preparando esami per ore e giorni; che il diritto allo studio dovrebbe comunque tutelarlo, porlo in primo piano a dispetto di qualsiasi interesse economico e che le tasse servono prima di tutto a mantere di qualità dei servizi che, in ogni caso, in molti considerano ancora insufficienti.

Riguardo Marta Cianciolo

Marta Cianciolo
Studentessa al corso di studi in Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo.

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