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#PalermoChiamaItalia 2018, il “no” di 70mila studenti alle mafie

L’impegno delle istituzioni è fondamentale per contrastare l’insorgere e l’aumentare di fenomeni di criminalità ed illegalità, la loro presenza all’interno delle scuole è necessaria affinché si dia vita a quel processo di formazione ed elaborazione dei principi di educazione civica. E’ proprio ai giovani, che sono il futuro di questo paese e la speranza rinnovata verso il cambiamento, che bisogna trasmettere il valore della memoria, patrimonio fondamentale da conservare nel tempo.

A questo scopo, dal 2002 la Fondazione Falcone, in collaborazione con il Miur, ha avviato percorsi di educazione alla legalità a livello nazionale che culminano, ogni anno, nell’evento del 23 maggio, giorno dell’anniversario dell’attentato di Capaci. Anche quest’anno è stata presentata la ventiseiesima edizione di “#PalermoChiama Italia e l’Italia risponde”, che si terrà il 23 maggio del 2018 e nella quale circa 70.000 tra studenti e studentesse, trasportati sul capoluogo siciliano grazie alle “navi per la legalità”,  si uniranno per dire il loro “no” a tutte le mafie, partecipando alle iniziative organizzate per l’occasione.

Gli eventi sono stati presentati nel corso dell’incontro tenutosi il 19 febbraio presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, alla presenza della Ministra Valeria Fedeli, il Capo della Polizia Franco Gabrielli, la Presidente della “Fondazione Falcone” Maria Falcone, la Presidente dell’Associazione “Quarto Savona Quindici” Tina Montinaro, moglie di Antonio, capo della scorta del giudice Giovanni Falcone.

Per l’occasione è stato presentato il concorso dal titolo: “Angeli custodi: l’esempio del coraggio, il valore della memoria”, rivolto a studentesse e studenti delle istituzioni scolastiche italiane di ogni ordine e grado, statali e paritarie, per riflettere sul coraggio di donne e uomini della Polizia di Stato impegnati nei servizi di scorta, che difendono la vita degli altri mettendo a rischio la propria e per ricordare quanti hanno sacrificato la loro esistenza nel compimento del proprio dovere per difendere la giustizia, la legalità e la democrazia nel nostro Paese. I vincitori del concorso avranno la possibilità di raggiungere Quantico, sede dell’intelligence americana dell’FBI e in cui, nel 1994, il direttore dell’Accademia ha posto un monumento dedicato al giudice Giovanni Falcone, con l’intento di: “rappresentare, per tutti gli studenti, la personificazione del senso dello Stato”.

“Giovanni Falcone – ha detto Maria Falcone, anima della “Fondazione Falcone” – non era soltanto il grande magistrato antimafia, era un uomo che ha creduto nei valori della democrazia: la libertà, l’eguaglianza, la giustizia, valori che devono essere di tutti i giovani. Giovani come quelli che accompagnavano i due giudici, che hanno fatto la loro parte. Si può essere grandi soltanto facendo il proprio dovere”.

“Sono sempre stata orgogliosa – ha affermato Tina Montinarodi essere, ancora oggi, la moglie di Antonio Montinaro. Grazie a quest’occasione possiamo dimostrare che stando tutti dalla stessa parte e uniti possiamo vincere questa battaglia. Non hanno vinto loro”.

Riguardo Marta Cianciolo

Marta Cianciolo
Studentessa al corso di studi in Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo.

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