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Palermo vola a Granada per proporre la Macroregione europea del Mediterraneo occidentale

Lo scorso mercoledì 8 marzo, nell’ambito degli scambi culturali interuniversitari che l’Università degli studi di Palermo ha finanziato con delibera delibera del CdA del 5 ottobre 2016 , un gruppo di studenti palermitani  ha partecipato al seminario internazionale per la proposta della Macroregione europea del Mediterraneo Occidentale.

Lo scambio organizzato dall’associazione palermitana SCIA – Onda ha visto come protagonista l’associazione spagnola Renovatio operante presso la Facultad de Derecho di Granada.

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Il viaggio è stato, oltre che un momento di scambio culturale, l’occasione per la visita a una città piena di colori e che ha fatto dell’università il suo cuore pulsante, ma, ha avuto il suo momento centrale nel seminario internazionale che ha visto come relatori  Francisco Balaguer Callejón, docente di diritto costituzionale europeo e globale, José Antonio Montilla Martos, direttore del dipartimento e docente di diritto pubblico, e il docente palermitano, Andrea Piraino, ordinario di diritto pubblico.

Dopo l’introduzione di Balaguer, il professor Mortilla ha ricostruito la storia delle regioni in Europa, infine il professore Piraino ha affrontato il tema della crisi del regionalismo e della prospettiva di una sua nuova vita con lo sviluppo dell’esperienza macroregionale, che nei territori delle due università interessate dal convegno – la Sicilia e l’Andalusia – dovrebbe diventare l’esperienza della Macroregione Europea del Mediterraneo Occidentale.

Le Macroregioni Europee e la proposta della Macroregione del Mediterraneo Occidentale

In Europa esistono già quattro strategie Macroregionali: quella del Mar Baltico, quella del Danubio, quella Adriatico-Ionica (a cui peraltro aderisce marginalmente anche la Sicilia), quella Alpina. Queste strategie vengono promosse dalla Commissione Europea in base all’individuazione di alcuni elementi di identità tra i territori, elementi di identità principalmente geografici, e sono volti al potenziamento delle risorse offerte dai territori attraverso forme di finanziamento, di regolazione, di coordinazione ad hoc.

Già in questa direzione la nascita di una Macroregione del Mediterraneo Occidentale vorrebbe significare la consacrazione di una logica inclusiva (e di superamento) tra gli interessi dei vari territori, mediante la configurazione del mare come elemento che unisce piuttosto che come elemento che divide. Una tale strategia potrebbe, inoltre, coinvolgere paesi extracomunitari fino a divenire un luogo di produzione di risposte ai problemi dei flussi umani.

I maggiori benefici dal macroregionalismo europeo, però si dovrebbero avere in termini di evoluzione del progetto europeo. Una tale impostazione che coinvolga – ad esempio – la Sicilia, la Sardegna, le altre regioni d’Italia di sud-ovest, la Corsica, la Costa Azzurra, la Catalogna, la Comunità Valenciana, la Regione di Murcia, l’Andalusia, dovrebbe ingenerare una fitta rete di relazioni umane ed economiche transnazionali che rompano, nell’ottica comunitaria, l’isolazionismo delle identità nazionali e facciano acquisire, insieme con la doppia cittadinanza, una nuova identità che sia necessariamente europea. Dagli scambi emergerebbe, infatti, un sostrato di identità non solo geografiche ma anche storiche e culturali che dovrebbero portare i popoli a risalire la china della propria storia fino al pervenire alla scoperta di quella sorgente che ha reso possibile la costruzione dell’idea di Europa.

Lo scopo finale delle politiche macroregionaliste è, insomma, quello di essere lo strumento per la nascita di un’autentica Europa dei popoli, e non delle popolazioni. Il cammino è lungo e complesso ma terzium non datur.

Riguardo Andrea Cannizzaro

Andrea Cannizzaro
Nato il 29 luglio 1994 a Palermo dove frequento il corso di studi in Giurisprudenza. La mia mail è andreacannizzaro94@gmail.com

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