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A Palermo torna il suono delle acque del Kemonia e del Papireto

Si tratta di una delle più grandi installazioni sonore urbane mai realizzate e sarà collocata proprio nel cuore di Palermo, all’interno del percorso arabo normanno: circa 2.900 metri di percorso sonoro in un’area che abbraccia circa 720 mila metri quadrati. Si tratta di “Palermo a Palermo, il suono dei Fiumi“, l’installazione di Alessandro Librio che, domenica 3 settembre, dalle 5 del mattino, farà rivivere, attraverso la musica, due degli storici fiumi di Palermo, il Kemonia e il Papireto, che oggi scorrono nei sotterranei del capoluogo siciliano. Per un giorno i due fiumi torneranno a scorrere in superficie come nella Palermo cinquecentesca.  La manifestazione è curata da Giusi Diana e promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Palermo, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario e Archivio cittadino, è organizzata da Nero’, con il sostegno di Fam Fabbriche Chiaramontane, N38E13 e Curva Minore.

palermo_tra-i-due-fiumiL’installazione è stata studiata per Palermo, ma fa parte di un’idea progettuale più ampia. “È stata pensata per recuperare la memoria storica della nostra città, Panormus, la città ‘tutto porto’”, ha dichiarato l’assessore alla cultura Andrea Cusumano, “questi fiumi sono oggi scomparsi, ma di loro ne resta traccia nel percorso urbano della città e Librio ha voluto recuperare tutto questo attraverso un’installazione sonora. E’ un progetto che prepara Palermo al 2018, come capitale della cultura“. La manifestazione fa parte di una trilogia sul suono di Palermo che si concluderà a New York nel 2019. “Prima Venezia, poi Palermo, infine la grande mela”, spiega Alessandro Librio, che ha dedicato questa installazione sua città d’adozione, “prima ho voluto portare a Venezia un suono a lei sconosciuto, quello del traffico. La città sulla laguna ha avuto il traffico di Palermo per 24 ore. Poi ho scelto di far rivivere un suono storico, proprio a Palermo. Infine porterò a New York i mercati storici, come Ballarò, il Capo e la Vucciria. E’ molto difficile realizzare questa installazione perché è necessaria una grande filodiffusione“.

fiumiIl suono del Papireto partirà da via Gioia Mia, vicino all’Accademia di Belle Arti, mentre il Kemonia da piazza della Pinta, nei paraggi di San Giovanni degli Eremiti. I due fiumi si incroceranno in piazza Caracciolo e, all’interno del locale Borderline, in via dei Materassai, sarà possibile ammirare, attraverso una botola, l’originale corso d’acqua. Il tour sonoro si concluderà in piazza Fonderia, lì dove un tempo si trovava la foce dei fiumi. Per l’intera giornata gran parte del percorso verrà pedonalizzato, in modo da ridurre l’impatto sonoro.

kemoniaIl Papireto, o torrente Danisinni, è un fiume a carattere torrentizio che, insieme al Kemonia, delimitava la prima Palermo punica. A causa dell’utilizzo come fogna a cielo aperto le acque del fiume erano molto inquinate e di conseguenza rendevano l’aria poco salubre, per questo motivo in periodo borbonico presso le sue rive vi si costruiva esclusivamente edilizia povera e nello stesso periodo iniziarono le opere di interramento del corso d’acqua. Attualmente scorre ancora sotto alcune strade cittadine ed è denominato canale Papireto; a differenza del Kemonia, il cui corso è stato deviato verso il fiume Oreto, il Papireto arriva autonomo fino al mare.

Riguardo Eliseo Davì

Eliseo Davì
Ho scritto un romanzo storico, "Societas", edito da BookSprint Edizioni. Sono Direttore del blog di informazione online "Il giornale di Isola" e ho collaborato con "L'ora". E nel frattempo studio, frequentando la facoltà di Giurisprudenza di Palermo.

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