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A Palermo torna alla luce una necropoli del IV-V secolo dopo Cristo

Una necropoli, risalente IV – V secolo dopo Cristo, torna alla luce durante gli scavi del collettore fognario in via Francesco Guardione, a pochi passi da piazza Tredici Vittime. I tecnici della Sikelia hanno rinvenuto una cinquantina di “fosse in roccia“, ma i lavori sono appena iniziati e dovrebbero proseguire senza sosta sotto la supervisione di un tecnico della Soprintendenza ai beni culturali, che sta catalogando i reperti ritrovati.

È un ritrovamento molto interessante”, spiega il dirigente della Soprintendenza Stefano Vassallo, “di un cimitero fuori dal perimetro del centro della cosiddetta fase ‘tardo antica’, fra l’epoca tardo romana e quella bizantina. Potremmo collocare la necropoli fra il IV-V e l’VIII secolo dopo Cristo. Abbiamo effettuato dei campionamenti ed effettueremo tutte le analisi scientifiche del caso per ricostruire il quadro anche sotto il punto di vista antropologico“. Già ad ottobre, nel corso degli scavi, erano saltate fuori le prime ossa che avevano subito fatto pensare che potessero essere i resti di qualche “cimitero di mafia“. I successivi accertamenti, però, hanno escluso questa ipotesi. “Abbiamo trovato anche i resti di case che presentano tratti dell’architettura araba“, conclude il dirigente.

Le_cimetière_punique_(Palerme)Non è questa l’unica necropoli ritrovata a Palermo: un’altra, risalente al periodo punico – romano, si trova nella parte occidentale della città e la parte visitabile è ubicata sotto la caserma Tukory, tra piazza Indipendenza, corso Pisani, via Cuba, via Pindemonte e via Danisinni. Tra febbraio e giugno del 2004 si è completato lo scavo di una porzione della necropoli: sono state scavate in tutto circa 150 sepolture, distribuite in maniera intensiva sotto la caserma Tukory. A questa indagine sistematica si sono affiancate alcune scoperte casuali con scavi d’emergenza. Una tomba a camera ipogeica è stata scoperta, in occasione della messa in opera della nuova rete idrica, all’angolo tra la via Maggiore Amari ed il corso Calatafimi, consentendo di recuperare uno dei corredi più antichi dell’intera necropoli, caratterizzato dalla presenza di forme tipiche del repertorio fenicio. Altre due tombe a camera ipogeica sono state rinvenute nel corso dei lavori di restauro del complesso monumentale dell’Albergo dei poveri di corso Calatafimi. In base al numero consistente delle sepolture alcuni studiosi hanno pensato di poter dare conferma alle parole di Polibio (I, 38) che definì Palermo «la città più importante dell’eparchia cartaginese».

Riguardo Eliseo Davì

Eliseo Davì
Ho scritto un romanzo storico, "Societas", edito da BookSprint Edizioni. Sono Direttore del blog di informazione online "Il giornale di Isola" e ho collaborato con "L'ora". E nel frattempo studio, frequentando la facoltà di Giurisprudenza di Palermo.

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