Home / #Mondo / Palermo senza frontiere: i nuovi desaparecidos
palermo senza frontiere
palermo senza frontiere

Palermo senza frontiere: i nuovi desaparecidos

Palermo senza frontiere è un gruppo di associazioni di persone che “portano al collo” altre persone, e si possono incontrare per le vie del centro di Palermo il giovedì sera.

“Le foto che mostriamo sono uomini dispersi partiti dalla Libia dal 2011 circa, i cui genitori non hanno più notizie. Ci sono stati casi in cui sono stati riconosciuti, ma non sono stati ritrovati i corpi. Uomini morti durante la traversata nel Mediterraneo. Ci sono anche foto di due ragazze (Fiori e Rachel) eritree partite con gravi ustioni e morte in ospedale a Palermo.”

“Il nostro è un gesto simbolico che invita a non abbassare la guardia” ci dice Fausta Ferruzza, insegnante, una delle attiviste coinvolte in quest’azione sociale. “Nata sull’esempio dell’Argentina, quando negli anni ’70 vi erano i desaparecidos per la dittatura militare, gente scomparsa a causa delle torture; allora alcune madri il giovedì andavano nella Plaza de Mayo davanti al palazzo argentino a portare foto dei figli scomparsi per cercare la verità, finché non riuscivano a ottenere informazioni sulla sorte dei figli, camminando in cerchio. Come abbiamo fatto anche noi attorno al Teatro Massimo.”

 “La nostra è un’azione sociale di sensibilizzazione che avrà effetti visibili solo con l’andare del tempo, non siamo appoggiati da nessun partito politico anche se vorremmo un‘azione di governo più efficace che trovasse soluzioni; non si possono sapere gli effetti della nostra azione quali saranno. Il tentativo è quello di creare una rete che vada a diffondere informazioni sui diritti umani, che faccia pressioni per portare cambiamento di norme che giocano con la vita delle persone”, dice Fausta Ferruzza. “Il cambiamento necessario è quello di prospettiva, andando oltre il punto di vista noi/loro. La nostra è un’azione umanitaria e la diversità è scontata, senza implicazioni nei comportamenti. Vogliamo che la gente si mobiliti a fermare le stragi.”

Chi sono queste associazioni che fanno presidio in centro ogni giovedì sera?

“Il coordinamento è nato da sei anni, Forum Antirazzista Palermo costituito da: Santa Chiara, Sindacati, Borderline Sicilia, Comboniani laici, Arci, CISS e attivisti autonomi. Prima ancora c’era RAF, Rete antirazzista siciliana.”

“Una volta sbarcati gli immigrati vengono rimpatriati immediatamente, illegalmente. Chi viene dalla Nigeria, Gambia, Senegal eccetera, viene respinto subito entro sette giorni per respingimento attraverso circolari senza valore di legge. C’è una normativa europea che non prevede selezioni e respingimenti, infatti a causa del Trattato di Dublino 3 gli immigrati sarebbero “costretti” a stare in Italia.”

“Con la nostra azione, chiediamo l’istituzione di percorsi di arrivo sicuri e legali; la cessazione dei respingimenti e delle espulsioni forzate; la chiusura di tutti i luoghi di concentramento e detenzione (gli hotspot); l’abolizione del Regolamento di Dublino e la creazione di un sistema unico di asilo europeo.”

“Siamo attivisti, difensori dei diritti umani. Scendiamo in strada con l’intento di combattere le generalizzazioni e i pregiudizi. Noi siamo anche formatori, educatori, insegnanti e mediatori culturali, gente che ha lavorato in centri di accoglienza o strutture di caritas o CAS che forniamo dati precisi sul fenomeno migratorio presi da siti ufficiali come l’ISTAT per combattere gli stereotipi; e lo facciamo soprattutto presso scuole secondarie in particolare, nella speranza di estendersi anche all’Università.”

Cosa vi motiva?

“La solidarietà e il rispetto verso i popoli è quello che stimola liberi professionisti, impiegati e insegnanti che hanno sete di giustizia per persone su cui non sono rispettati i diritti umani e civili, violati a causa di guerre e squilibri economici. Siamo una rete unita ad altre reti italiane che condividono la causa.”

Quali sono le reazioni di chi vi nota?

“Le reazioni dei passanti sono a volte di indifferenza, ma c’è chi si è unito al presidio; molte, le reazioni di consapevolezza sulla mancanza di informazioni, e un interesse e controllo capillare dei media molto basso sul fenomeno.”

Riguardo Ylenia Nasti

Ylenia Nasti
Laureata all’Università di Palermo. Amo i libri, i paesaggi e la cucina siciliana

Leggi anche

foto maria chiara prodi e delegati

Cento giovani italiani di tutto il mondo a Palermo per il Seminario Internazionale

E’ iniziato martedì 16 aprile, al Teatro Massimo, il Seminario promosso dal Consiglio Generale degli Italiani …

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *