Home / #OltreUnipa / In marcia per la pace: “Palermo non spara, a Palermo si studia!”
12986438_1160105357346422_568918681_o

In marcia per la pace: “Palermo non spara, a Palermo si studia!”

Con questo slogan i ragazzi di ItaStra, la Scuola di Lingua italiana per Stranieri, hanno marciato alla testa del corteo.

Nella mattina del 9 aprile il centro storico di Palermo era in fermento: da piazza Bologni proseguendo fino all’Albergheria, centinaia di ombrelli, impermeabili e striscioni hanno inneggiato alla pace e al rispetto reciproco.

La manifestazione Con Ballarò, contro ogni forma di violenza, è stata organizzata da SOS Ballarò in seguito all’aggressione del giovane Yusupha Susso, ferito alla testa da un colpo di pistola sabato scorso e risvegliatosi dal coma mercoledì.

Al corteo non sono mancati studenti, famiglie, cittadini attivi nel volontariato. Erano presenti le maggiori associazioni che operano nel quartiere, anche la nascente BaddarHome di cui il ragazzo fa parte. “Non spegni il sole se gli spari addosso!” si legge in uno striscione. «Noi non ci stiamo più al silenzio e all’indifferenza -dicono i ragazzi di BaddarHome che si impegnano giornalmente per il loro quartiere- Non ci stiamo più a temere di camminare in una zona di Palermo così bella».

C’è una parte di Palermo sana che ha voglia di cambiamento, che dice no ad ogni tipo di violenza. Abbiamo paura, ma non ci fermeremo. Yusupha si riprenderà e continuerà a fare con coraggio quello che ha sempre fatto, scrivono sui loro social.

Ha partecipato alla manifestazione Malik, ragazzo francese che ha studiato a Palermo tramite un progetto di interscambio, è rientrato pochi giorni fa per rivedere i suoi amici. La notizia di Yusupha lo ha sconvolto e ha voluto dare il suo contributo: «mi sento vicino alla situazione perché potrebbe capitare a chiunque, ma non avrò paura. Continuerò a tornare a Palermo perché amo la città e ho tanti amici qui».

«Non mi sentirò meno sicura, persone del genere e violenza del genere ci sono sempre state -dice Antonella, volontaria di Cesie e vicina agli stranieri- Credo anzi che questo evento sia stato lo scoppio di una violenza latente. Credo non ci sia distinzione tra stranieri e palermitani, la situazione di pericolo la sentiamo un po’ tutti».

Anche Balaram è sceso in strada contro la violenza, lui è nato in Nepal e studia a Palermo da anni, partecipa perché si sente vicino alla tematica sia perché è straniero sia perché conosce il ragazzo aggredito. «Facciamo entrambi parte di BaddarHome e ci crediamo tanto, lavoriamo per rendere migliore il luogo che ci ospita. Noi vogliamo che casa nostra sia sicura. Questa volta è toccata al nostro amico ma potevamo essere noi. Questo evento è la dimostrazione che siamo uguali e tutti in pericolo. Non mi sento sicuro quando cammino solo e adesso mi guarderò meglio attorno».

Ma se da una parte i cori dei manifestanti celebravano la pace e la tolleranza, dall’altra, i cittadini, sotto le cui abitazioni si è mosso il corteo, più volte lo hanno interrotto con urla e insulti. Ci si è imbattuti, infatti, in gente ai bordi delle strade che non ha approvato la manifestazione, e ripetuto l’invito ad andare a lavorare, perché se vi togliete dalle strade nessuno spara a nessuno. Dovete stare a casa vostra.

«Questa è omertà!» mi ha detto Lisi, ragazza cinese in Erasmus a Palermo che ha partecipato alla manifestazione accanto a me. Da sola, e dopo pochi mesi, ha capito le dinamiche di una società che sta lottando duramente contro un sistema che spesso ostacola la rinascita culturale e sociale.

Riguardo Gaia Butticè

Gaia Butticè
Nata ad Agrigento il 12/03/1991, vivo tra Favara e Palermo. Ho una laurea in Lettere e sono al momento iscritta al secondo anno di Filologia moderna e italianistica

Leggi anche

edificioersu

Promozione della cultura della trasparenza, dell’etica e della valorizzazione delle differenze, come valore aggiunto alla P.A.. Una giornata di studi all’ERSU

Il Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza ingegner Ernesto Bruno ha promosso …

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *