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Palermo in un videogioco, tra Qanat, vicoli e sontuose ville Liberty

Attraverso percorsi avventurosi e alla scoperta di messaggi occulti, i misteri della Palermo del 1900 diventano oggetto di un videogioco tutto siciliano.

«Occultus» è ideato da Luca Alba, Paolo Gallo, Filippo Vela con il supporto di Giuseppe Di Girolamo.
Da qualche settimana presente nei negozi Game Stop, su Adventure Planet.it e su Amazon, prodotto a Palermo, il primo videogioco le cui avventure si dipanano lungo le stradine del capoluogo, alla scoperta di scenari incantevoli e messaggi nascosti. L’unione tra storia e divertimento che attraverso sessanta scene e una ventina di minigiochi, mette in luce la Palermo del 1900 tra Liberty e misteri.

Il gruppo palermitano, nato nel 2012, coinvolge le competenze e le idee di digital artist, e vede l’impegno di più menti tutte nostrane. Gli ideatori di Occultus non sono nuovi alle avventure digitali: hanno anche sviluppato e rilasciato FlareStar un gioco per utenti non vedenti, un’avventura basata unicamente sul sonoro.

Con Occultus, poi, la svolta: la storia è nata da spunti della nostra tradizione ma è stata interamente sviluppata come trama originale e fantastica, senza alcuna ambizione o velleità letteraria, con un pizzico di magia e di mistero, sottolineano i ragazzi. Obiettivo è ambientare il gioco a Palermo, ma essendo un piccolo gruppo non potevano, di certo, ricostruire fedelmente la città; hanno però usato elementi caratterizzanti, dai colori contrastanti di intensi cieli azzurri e architetture in tufo, ai tipici mercati rionali, dai Qanat alle ville Liberty, fino alla caratterizzazione di alcuni personaggi.

Grande soddisfazione poi aver suscitato l’interesse di due rinomati publisher, Big Fish e Microids, che hanno creduto in un progetto che punta a valorizzare la nostra terra.

Riguardo Gaia Butticè

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