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Palermo in una domenica di luci, musica, arte e colori

Palermo cerca di crescere e di farsi un po di spazio tra le altre città europee innovando i propri mezzi di comunicazione, le strade e i collegamenti, e anche se a tentoni, di una cosa sicuramente non si può rimproverarla: la bellezza. Domenica 10 gennaio infatti l’isola pedonale di cui tanto si parla per ora e che parte da via Ruggero Settimo sino ai Quattro Canti, si è riempita di mercatini artigianali (ebbene si, l’epifania non se li è portati via!) luci, musica, colori ed arte. Le chiese del centro, quasi sempre chiuse anche per motivi di sicurezza, hanno aperto le porte ai visitatori curiosi, specialmente i Palermitani che hanno approfittato della possibilità di conoscere meglio la propria città.

Protagonista della giornata è stata senza dubbio Piazza Pretoria, dove si è organizzata nuovamente una proiezione di luci colorate sulle statue della fontana insieme alla musica.IMG_20160110_193444

La piazza è stata circondata da molta gente per tutta la sera, se già infatti la piazza ha una bellezza artistica particolare, domenica è stata realmente uno spettacolo:

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Sono state inoltre proiettate con le luci delle animazioni su palazzo Bonocore al lato della fontana, che hanno dato vita a vari piccoli cortometraggi divertenti.

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Proseguendo per via Maqueda inoltre sono state aperte le porte della chiesa di San Cataldo, accanto la nota chiesa della Martorana di fronte la facoltà di giurisprudenza. La chiesa di San Cataldo, per quanto piccola e raramente aperta è di una caratteristica bellezza che fa voce alla sua storia; sempre domenica infatti è stata realizzata al suo interno una piccola rappresentazione teatrale delle vicende che hanno dato vita alla chiesa (di antica realizzazione, il suo completamento risale al 1160) ad opera delle tre ragazze che di solito fanno da guida nei tour organizzati nella stessa. Coinvolgendo il pubblico nella recitazione, hanno sottoposto tutti ad un simpatico test: dopo aver distribuito una biglia e sentite le tre storie, il pubblico doveva capire chi fosse il colpevole dietro al quale si cela la vicenda della Chiesa di San Cataldo e quindi della sua costruzione e porre la biglia ad una delle tre donne.

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La chiesa è infatti opera di Maione di Bari negli anni in cui era grande ammiraglio di Guglielmo I. All’assassinio del Maione, ad opera di Bonelli e avvenuto nel 1160, le sue proprietà furono vendute. Dopo varie vicissitudini, venne interamente restaurata da Giuseppe Patricolo. Grazie a questa mini rappresentazione è stato facile e interessante comprenderne la storia, ma anche scoprirne i particolari:

IMG_20160110_202828 Ad esempio il particolare mosaico del pavimento è stato costruito come simbolo della preghiera, infinita e continuativa.

 

 

 

 

 

 

 

Riguardo Cristina Ciulla

Cristina Ciulla
Studentessa della facoltà di legge dell'Università degli studi di Palermo, redattrice per IostudioNews e per Masterlex.it, anno '94.

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