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Palermo Capitale della Cultura 2018: incontro/dibattito a Una marina di libri

Questa seconda giornata del festival del libro Una marina di libri ha visto uno spazio dedicato alla riflessione e all’approfondimento verso il futuro, in particolare per le edizioni di Palermo Capitale della Cultura 2018 e Manifesta Palermo 2018, biennale itinerante di arte contemporanea.

Il 2018 sarà, dunque, un anno importante per la città, e sono tanti gli obiettivi da raggiungere non solo per dare prestigio al capoluogo siciliano, ma per arricchirlo anche attraverso la cultura.

L’incontro, moderato dal corrispondente a Palermo per Il Sole 24 Ore Nino Amadore, ha introdotto ragionamenti sulle numerose possibilità e occasioni che si aprono per la città. “Palermo ha in sé l’humus della cultura”, ha affermato il giornalista Nino Amadore, “ma perché si possa arricchire è necessario che si accosti a questo tipo di eventi con un approccio imprenditoriale, e soprattutto che i cittadini palermitani siano predisposti ad una partecipazione attiva”

All’incontro sono intervenuti il direttore della fondazione Manifesta, Andrea Cusumano, e Maurizio Carta, professore di urbanistica al Dipartimento di Architettura all’Università degli Studi di Palermo.

2018

“Quest’anno Palermo Manifesta vuole operare in modo diverso rispetto alle dodici edizioni precedenti”, dice Andrea Cusumano. “Il progetto parte dalla realizzazione di uno studio urbanistico e sceglie quattro curatori, tra cui due architetti urbanisti. Inoltre, la prossima edizione di Palermo Manifesta coinciderà con Palermo Capitale della Cultura 2018. E’ certamente un’occasione per aumentare gli influssi turistici verso la città, ma bisogna anche creare le condizioni culturali e infrastrutturali adatte a questo. Questi eventi porteranno l’attenzione da parte di importanti soggetti internazionali, e questo consentirà anche la partecipazione da parte dei giovani, delle scuole, delle università di Palermo”.

“La scommessa”, continua il professore Maurizio carta “è quella di trasformare Palermo in un arcipelago culturale, grazie ai movimenti e ai flussi di persone. La stessa storia ci ricorda che Palermo è una città policentrica. Ad oggi, sono quattrocentoventi i luoghi della creatività riconosciuti per la città, ma sono isole. L’obiettivo principale è agevolare l’interazione e la connessione tra questi luoghi, perché questi possano avere una relazione educativa con l’esterno”.

Riguardo Marta Cianciolo

Marta Cianciolo
Studentessa al corso di studi in Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo.

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