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Palazzo Butera

Palazzo Butera: il gioiello del ‘700 palermitano presto tornerà a splendere

Palazzo Butera apre le porte, eccezionalmente, per un giorno.

Grazie all’evento Contemporary Shot, tenutosi per tutta la giornata di sabato 15 Ottobre e dedicata alle arti contemporanee, Palazzo Butera, pietra miliare di Palermo posto all’interno del quartiere Kalsa, si “mostra”.

Quel che oggi appare è un vero e proprio “cantiere a cielo aperto”: infatti, lavori di ristrutturazione e di restauro si protrarranno sino al 2018, anno in cui il Palazzo si scoprirà nel suo più totale splendore e pronto, soprattutto, ad ospitare una delle più importanti biennali di arte contemporanea MANIFESTA 12, nota di grande orgoglio per la nostra città.

L’edificio, oggi, è proprietà dei coniugi mecenati Massimo e Francesca Valsecchi: la coppia di collezionisti non solo ha deciso di far di Palazzo Butera la loro dimora ma anche la dimora della loro ricca collezione che sarà permanente e accessibile a seconda delle disposizioni dei proprietari.

Un ingegnere ci ha guidato in questa breve ma intensa full – immersion all’interno del Palazzo – breve perché purtroppo era visitabile dalle 10,00 alle 13,00 – .

Partendo dal cortile del nucleo originario dell’edificio, ne ha ripercorso la storia: il primo nucleo del palazzo veniva chiamato Palazzo Branciforte, acquistato da Girolamo Branciforte a cavallo tra il ‘600 e il ‘700. Successivamente la dimora passò in eredità al fratello Ercole Michele, il quale sposò Caterina Branciforte – donna appartenente al ramo più ricco della famiglia – che portò con sè, come dote, numerosi possedimenti in Sicilia fra cui, appunto, il possedimento di Butera.

Nel ‘700 si ha il progetto originario del primo nucleo del palazzo che aveva raggiunto, già nel 1735, il suo aspetto pressoché attuale. Nel tempo si verificarono degli “accorpamenti” con il contiguo palazzo dei Moncada e con Palazzo Benso, proprietà del Conte di Caltanissetta.

Tornando ai giorni nostri e tornando proprio all’interno del cortile, quivi verranno ideati degli appartamenti che saranno dati in concessione ad artisti e studiosi. Nei locali interrati, invece, verranno create delle caffetterie.

Il piano terra con le sue sale sarà adibito per le mostre di arte contemporanea che verranno organizzate dai proprietari del palazzo.

Dalla grande scala in marmo rosso di Trapani si accede al piano nobile che si apre con un grande salone simbolo della magnificenza della famiglia proprietaria; sul soffitto campeggia lo stemma della famiglia Branciforte, proprietari primigeni del palazzo che successivamente prese il nome di Butera.

Il piano nobile sarà la residenza privata dei coniugi Valsecchi e della loro collezione privata e permanente.

Risaltano all’occhio gli affreschi, vittime del tempo e sottoposti per la maggior parte al restauro: sono stati realizzati da due grandi famiglie di pittori tra il ‘700 e l’800, la famiglia Martorana e gli Interguglielmi.

Numerose sono le porte segrete all’interno del palazzo, una delle quali lo lega al Palazzo Piraino con il quale ha condiviso usi affini: infatti, entrambi gli edifici, erano adibite come scuole per il turismo negli anni ’60 – lo testimoniano le classiche pareti imbrattate con nomi, date e pensieri dai ragazzi di quel tempo – .

Purtroppo vi erano le stanze non visitabili per via della ristrutturazione.

Palazzo Butera, dunque, non solo tornerà a risplendere circondata da quell’aura di storicità che la contraddistingue ma, grazie ai coniugi Valsecchi, sarà pronto ad accogliere il contemporaneo creando una sinergia tra passato e presente ( e perché no, anche futuro), un confronto “attivo” tra due realtà differenti, ma capaci di coesistere ed esistere l’una attraverso l’altra.

 

Riguardo Alessia Bonura

Alessia Bonura
Laureata in Arti decorative presso l'Accademia di Belle Arti di Palermo, frequenta l'ultimo anno del biennio specialistico in Didattica dell'arte.

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