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Foto di Giorgia La Marca
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Palazzo Branciforte accoglie i Pupi di Cuticchio

La fondazione Sicilia ha acquisito la storica collezione della famiglia Cuticchio.  I pupi siciliani saranno esposti a Palazzo Branciforte e resteranno in esposizione permanente nell’ala del palazzo che ospitava il Monte dei pegni.

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L’antica collezione apparteneva ad  uno dei maggiori pupari siciliani, Giacomo Cuticchio e alla moglie Pina Patti, e fu lasciata in eredità ai figli negli anni settanta. S tratta di 109 pupi di scuola palermitana, 39 scene teatrali, 9 cartelloni pubblicitari e due piani a cilindro. Sono pezzi unici che ripercorrono la storia del teatro di figura siciliano. Sono stati realizzata tra il 1830 al 1960. L’opera dei pupi, cimelio della tradizione siciliana, è stata dichiarata dall’Unesco patrimonio orale e immateriale dell’umanità.
Mimmo Cuticchio  ha portato avanti la tradizione iniziata dal padre, affermandosi anch’esso come puparo e cantastorie nello storico teatrino della famiglia in via Bara all’Olivella, a pochi passi da palazzo Branciforte.

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Gianni Puglisi, presidente della Fondazione Sicilia ha acquistato la collezione per mantenere vivo il teatro di figura <<che unisce una comunicazione semplice e immediata alla complessa lavorazione artigianale di maschere e marionette. I pupi in fondo sono l’altra faccia della storia della povertà. In passato con i pupi si offriva al povero la possibilità di sorridere a poco prezzo>>.
I pezzi esposti hanno per decenni raccontato, in una forma fantastica e coinvolgente, la storia dei Paladini di Francia. I pupi di Cuticchio ora contribuiscono ad aumentare il patrimonio di Palazzo Branciforte, che già accoglie le collezioni di archeologia e numismatica, filatelia e maioliche insieme alla raccolta di bronzi, a una grande biblioteca e ai preziosi libri del Grand Tour.
L’allestimento curato proprio da Mimmo Cuticchio segue precisi percorsi tematici, dagli animali ai personaggi fantastici e i giganti, dai soldati cristiani a quelli pagani, dagli eroi alle donzelle, e poi i fondali e i cartelloni.

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