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I “Nudes” di Spencer Tunick, prima antologica del fotografo americano a Palermo

Nell’ambito degli eventi che riguardano la città di Palermo in vista della sua nomina a Capitale della Cultura per l’anno 2018, il 13 aprile è stata inaugurata, presso gli spazi dei Cantieri Culturali alla Zisa, la mostra di Spencer Tunick. Alla presenza dell’artista americano, sono state presentate le gigantografie dei suoi lavori più importanti, da Shanghai a Parigi, dall’Australia a Brooklyn: l’antologica dell’artista, dal titolo “Nudes”, raccoglie le stampe delle sue fotografie su 14 teli di grande formato, 3 metri per lato, per offrire ai visitatori un’esperienza visiva maggiormente coinvolgente e una sensazione di completa immersione negli scatti. Presenti alla mostra anche 54 altre immagini di formato più ridotto che ricostruiscono il suo percorso artistico, dalle azioni inizialmente illegali e spontanee, a quelle a lungo pianificate su invito di istituzioni artistiche, municipalità o per grandi eventi, dalle fotografie in bianco e nero alle vibranti e colorate fotografie di oggi. Completano la mostra una serie di video delle produzioni, che ne raccontano la genesi. “Nudes” è la più grande mostra personale dell’artista finora mai organizzata.

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Il fotografo americano ha iniziato la sua attività artistica nel 1992, facendo dell’obiettivo degli apparecchi fotografici l’occhio critico attraverso cui “mettere a nudo” i difetti e le contraddizioni della società contemporanea. Le sue manifestazioni provocarono la reazione pubblica, al punto che fu messo agli arresti provvisori dopo un’azione artistica a Time Square, nella città di New York dove Spencer Tunick ha iniziato a fotografare nudi ricevendo un’accoglienza che lo rese subito famoso negli Stati Uniti. La sua attività si è estesa in tutto il mondo, ritraendo migliaia di persone, nudi volontari e rendendo la materia umana parte integrante dei paesaggi che ritrae. I modelli di Spencer Tunick lavorano gratuitamente per lui, posano per le sue foto ed i suoi film che documentano queste installazioni viventi di corpi. Come ringraziamento per aver partecipato, ricevono una foto dell’installazione, firmata ed in limitata tiratura. L’artista stesso ha definito il suo lavoro: “sculture viventi” o “paesaggio umano”.

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I lavori di Tunick non sono soltanto spettacolari e di grande effetto mediatico, ma generano anche delle reazioni e riflessioni socio-critiche. Come avvenne con la sua performance con Greenpeace, sul ghiacciaio Aletsch in Svizzera: in questo caso fu richiamata l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale sul riscaldamento globale e sulla conseguente drammatica riduzione del ghiacciaio. Seicento persone, tra cui molti attivisti, hanno lasciato cadere i propri vestiti sul ghiacciaio nel Sud della Svizzera per denunciare la fragilità dell’ecosistema che, soltanto nel periodo tra il 2005 ed il 2006 si era abbassato di circa 115 metri.

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La mostra resterà visitabile fino al 2 giugno, dal martedì alla domenica, dalle ore 9:30 fino alle 18:30, escluso il lunedì. L’ingresso è libero.

Riguardo Marta Cianciolo

Marta Cianciolo
Studentessa al corso di studi in Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo.

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