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‘Nfigghiulata, la rosa degli Iblei

In una regione come la Sicilia, dotata di una commistione significativa di elementi umani, climatici, artistici e culturali, anche la gastronomia rispecchia la ricchezza della diversità.

Nella cucina tipica popolare si possono ancora ritrovare, infatti, antichi sapori da scoprire e gustare differenti da una provincia all’altra e, addirittura, anche fra paesi limitrofi.

Canicattini Bagni, paese di circa 7mila abitanti in provincia di Siracusa, è considerato la porta di accesso alla zona montana e iblea del siracusano. Fra prospetti di case abbelliti con bassorilievi in pietra bianca locale che conferiscono al borgo uno stile liberty, è possibile assaggiare roselline di pasta condite con nepitella selvatica, una erba aromatica locale dal sapore forte e inconfondibile. Sono le ‘nfigghiulate.

Il nome ‘nfigghiulata sembra avere una etimologia che potrebbe derivare dalla parola dialettale che significa attorcigliare, contorcere.

La preparazione di questa ricetta tradizionale della gastronomia canicattinese risale a tempi molto antichi e viene tramandata di nonna in nipote.

Pochi ingredienti genuini per un bocconcino che sprigiona i sapori degli iblei.

Per l’impasto è necessario mescolare insieme un chilo di farina di grano duro, quattro cucchiaini rasi di sale, due cucchiai di olio extravergine di oliva, un cucchiaino colmo di zucchero, due panetti di lievito e acqua. Mischiare insieme gli ingredienti fino a ottenere un impasto dalla consistenza simile a quella del pane. Lasciare lievitare per almeno due ore. Aspettando il naturale processo di lievitazione, intanto preparare il condimento: 100 grammi di foglioline di niebbita, come viene chiamata in dialetto canicattinese la nepitella selvatica che cresce nelle cave umide dei monti iblei, 150 millilitri di olio extravergine di oliva preferibilmente di un frantoio locale, uno spicchio d’aglio, 50 grammi di parmigiano e un pizzico di sale e di peperoncino rosso piccante. Frullare questi ingredienti insieme fino a ottenere una crema dalla consistenza spalmabile.

Quando la pasta è lievitata, dividerla in quattro panetti da lavorare con il mattarello fino a ottenere una sfoglia abbastanza sottile. Sulla pasta ben tirata, spalmare la crema di nepitella e aggiungere un filo d’olio sulla sfoglia. Una volta condita, ricavare dalla pasta delle striscioline di circa tre centimetri chiuse da un lato e avvolgerle su se stesse in modo tale da creare delle roselline non troppo grandi in modo tale che, a cottura ultimata, risultino croccanti al punto giusto.

Mettere in forno preriscaldato e cuocere a 250 gradi per circa 15-20 minuti.

Riguardo Marta Silvestre

Marta Silvestre
Laureata in Scienze filosofiche presso l’Università Roma Tre, ho frequentato la Scuola di Giornalismo Lelio e Lisli Basso - “Inchieste, questioni internazionali, ambiente e beni comuni”. La passione per il giornalismo nasce dalla volontà di poter dar voce a realtà altrimenti destinate a rimanere non raccontate. Ho maturato esperienze di lavoro come redattrice di vari giornali locali, raccontando in particolare vicende legate ai temi di mafia e antimafia. Durante l’ultimo anno ho svolto un tirocinio presso la redazione di cronaca e giudiziaria dell’agenzia di stampa AdnKronos e uno stage nella redazione di Sky Tg24. Attualmente collaboro anche con Italpress e Meridionews.

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