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Rocco Chinnici. L'illegalità protetta

Nella Sala Lanza, in occasione della Marina di Libri, presentato il libro “Rocco Chinnici. L’illegalità protetta”

Nella Sala Lanza dell’Orto Botanico di Palermo, ieri, è stato presentato il libro “Rocco Chinnici. L’illegalità protetta”, una riedizione del testo pubblicato nel 1990 con prefazione di Paolo Borsellino e con nuovi testi.

Ha aperto l’intervento l’editore di Glifo Editore che ha spiegato alcune delle scelte editoriali svolte.

l'illagalità protetta. rocco chinnici

Poi ha preso la parola in rappresentanza delle Fondazione Chinnici, Donato Chinnici, il quale ha raccontato il rapporto con il testo “l’illegalità protetta” vissuto come un documento che gli ha consentito di conoscere il nonno.

Donato Chinnici inoltre afferma che il lavoro compiuto è stato quello di aggiornare il libretto originale aggiungendovi brani non pubblicati allora poi tiene a leggere un passaggio di un’intervista fatta dalla rivista “Segno” dove si evince il rispetto del giudice alla comunità che stava servendo. Alla domanda se esista una connaturalità tra Sicilia e mafia Chinnici risponde: “Niente di vero. Il siciliano mafioso è una sciocchezza enorme. Io mi rifaccio volentieri alla storia passata e recente. Quando Mussolini nel suo discorso disse «debelleremo mafie e contro-mafie» a questo scopo diede pieni poteri al prefetto Mori che ne fece uso e abuso. Cosa voglio dire. Voglio dire che non è tutto vero quel che si dice sulla mafia. Non è vero che sia così estesa. Non è vero che sia così potente. Non è vero infine, che abbia creato una mentalità, un comportamento, un costume. Quindi non ritendo affatto giustificata l’ipotesi di taluni studiosi, specie stranieri, i quali dicono che il siciliano e mafioso”. L’intervistatore poi chiede cosa sia l’omertà; e Chinnici: ” Nel novantanove per cento dei casi è paura. Non connivenza. Non deve impressionare il fatto che – come qualcuno ha notato – i funerali dei mafiosi partecipi molta gente. Intanto questo non accade sempre e poi è soltanto una questione di paura”.

Petruzella, che curò la prima edizione ricorda in modo particolare quando in occasione della prima pubblicazione andò a chiedere a Paolo Borsellino di redigere la prefazione del testo. All’inizio il giudice fu perplesso; si fece così lasciare la bozza. Dopo una settimana, però, di fece vivo per consegnargli il testo della prefazione. Allora, Borsellino ringraziò Petruzzella per aver avuto l’intuizione di far conoscere il pensiero di Rocco Chinnici.

Giovanni Chinnici invece nella sua relazione, ricorda breveemente alcune idee del padre: il pool antimafia,  le indagini bancarie, gli incontri nelle scuole, la necessità di una lotta sociale alla mafia.

Concludendo, Antonio Balsamo evidenzia il fatto che sia nata la procura europea e che essa si configura sebbene non direttamente come la continuazione delle intuizioni di Chinnici. A lui fa eco, Antonio La Spina, il quale afferma: “Purtroppo sono solo frammenti, a causa del fatto che il suo stile di lavoro gli impediva di lavorare a un’organizzazione sistematica del pensiero”.

Riguardo Andrea Cannizzaro

Andrea Cannizzaro
Nato il 29 luglio 1994 a Palermo dove frequento il corso di studi in Giurisprudenza. La mia mail è andreacannizzaro94@gmail.com

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