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Narrative journalism. Raccontare guerre e migrazioni

Dopo i saluti del Rettore Lagalla, è il momento di Davide Camarrone, giornalista e direttore artistico del Festival delle Letterature migranti, che introduce i primi interventi in programma per la giornata dell’8 ottobre allo Steri.

Si parla di Narrative Journalism, nell’ambito del ‘Racconto di guerre e migrazioni’, e Camarrone inaugura una tavola rotonda presentando chi animerà la discussione: si succedonoPaola Caridi, Lucia Goracci e Francesco D’Ayala, ognuno con un bagaglio culturale e di esperienze poste al servizio della platea.

Il Narrative journalism prevede il racconto di un evento anche attraverso le immagini. È quel genere a metà tra il giornalismo -freddo e sterile- e la narrativa. Il giornalista narrativo non rinuncia alle storie per assecondare i ritmi del giornale: si dilunga, si addentra nella storia e ne cerca ogni sfaccettatura. Si racconta il mondo, si raccontano i fatti, ma anche le persone all’interno e inevitabilmente un po’ se stessi; e per farlo si usa l’arte della narrazione. Ne sono esempio autori italiani come Pasolini, Terzani, Oriana Fallaci; ma anche Gabriel García Márquez ha usato tale genere per raccontare la realtà in cui hanno preso forma le manifestazioni più belle della sua immaginazione letteraria.

Ognuno degli ospiti  ha fatto esperienza di giornalismo narrativo, e a turno dà prova della nuova pratica acquisita.

Riguardo Gaia Butticè

Gaia Butticè
Nata ad Agrigento il 12/03/1991, vivo tra Favara e Palermo. Ho una laurea in Lettere e sono al momento iscritta al secondo anno di Filologia moderna e italianistica

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