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Un “Museo della maschera palermitana” per Franco e Ciccio

Si chiamerà il “Museo della maschera palermitana”. È il nuovo museo totalmente dedicato agli attori Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, o come comunemente intesi “Franco e Ciccio”. L’iniziativa si inserisce in occasione di Palermo Capitale della Cultura 2018, per tenere vivo il ricordo dei due attori palermitani e per rafforzarne la memoria anche tra i più giovani.

Ormai sono trascorsi 25 anni dalla morte di Franco Franchi, data che fece cessare la collaborazione del duo comico, iniziata nel 1954. Il 9 dicembre, infatti, è stata celebrata una messa commemorativa alla chiesa del Gesù di Casa Professa, luogo dove si erano tenuti i funerali. Una carriera lunga 116 film, piena di prestigiose collaborazioni con attori del calibro di Totò, Domenico Modugno, Vittorio Gassman, Buster Keaton e Vincent Price.

Giuseppe Li Causi storico dei due attori ha affermato che: “quello del museo è un progetto nato nel 2016. Con i figli di Franco e Ciccio,  Massimo Maria Letizia Benenato e Giampiero Ingrassia  siamo stati ricevuti dal sindaco Orlando proprio per parlare della nostra idea. Al momento aspettiamo che ci vengano assegnati gli spazi dove portare i costumi di scena, le fotografie, la famosa fisarmonica di Franco Franchi e le sceneggiature dei loro film. Allestiremo anche uno spazio multimediale dedicato ai bambini delle scuole per far conoscere loro questo importante duo comico palermitano”.

Inoltre il piccolo spazio che si erge alle spalle del Teatro Biondo in Via Roma, grazie al lavoro incessante di Giuseppe Li Causi che da molti anni si occupa di costruire la storia artistica dei due attori, è già stato dedicato al duo palermitano.

Il giardino, limitrofo alla piazzetta, è invece dedicato a Domenico Modugno che fece da trampolino di lancio dei due artisti. Infatti fu grazie a Domenico Modugno che venne loro concessa una parte nel film-commedia “Appuntamento a Ischia” (1960), di cui egli era protagonista.

Tutto questo per continuare a far ridere delle loro sceneggiate. Del resto, dopo un loro spettacolo in italiano ad un pubblico francese durante una tournée a Nizza, un giornale francese del 1960 titolò la prima pagina: “Nous avons ri, mais nous n’avons rien compris” (“Abbiamo riso, ma non abbiamo capito niente”).

 

 

Riguardo Salvatore Casarrubea

Salvatore Casarrubea
Classe '94, diplomato al Liceo Classico, attualmente frequento la facoltà di Giurisprudenza. Mail: salvocasarrubea@gmail.com

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