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Ragazzi Harraga, immagini per la speranza a Palermo

Il termine “harraga” deriva dal dialetto arabo e significa “coloro che bruciano le frontiere”. Li definiscono così, i giovani migranti in fuga dalle guerre e dalle persecuzioni. I loro viaggi hanno una durata media di otto o nove mesi e sono dolorosamente segnati dalla perdita degli affetti, dall’allontanamento da famiglie, radici, identità.

Il 20 novembre scorso, in occasione della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, all’interno della cornice del centro storico di Palermo, si è tenuta la mostra dal titolo “Ragazzi Harraga”, che raccoglie immagini di vita quotidiana scattate dai fotografi dello Studio 14 di Novara. Ragazzi che giocano a calcio in un cortile. Giovani pensierosi, in ascolto. Scene di vita quotidiana, momenti all’apparenza anonimi ma resi unici dai protagonisti: ragazzi che ce l’hanno fatta, dopo aver attraversato il deserto e il mare. Le fotografie si trovano esposte all’interno dello spazio di  “Moltivolti”, locale del centro storico palermitano.

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“Palermo, che accoglie da anni centinaia di minori harraga, è il contesto perfetto per tutto questo, in controtendenza con un’Europa sempre più chiusa e inospitale, spaventata e culturalmente impoverita – dice Alessandra Sciurba, coordinatrice per il Centro Italiano Aiuti all’Infanzia del progetto “Ragazzi Harraga”, che si occupa di quattrocento migranti soli – Le comunità Arcobaleno e Stellaria della Cooperativa Liberamente, Mondello con il suo mare e la sua spiaggia, l’oratorio di Santa Chiara e il co-working e ristorante Moltivolti, nel cuore del centro storico, sono i setting di queste fotografie, e quindi spazi materiali, ma anche luoghi simbolici di resistenza, da cui si dipanano innumerevoli occasioni di nuovi inizi possibili”. 

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La mostra riprende il nome del progetto portato avanti dal CIAI a favore di quattrocento minorenni migranti soli, e prevede percorsi di accompagnamento e avviamento sociale, grazie ad una rete di partner che comprende enti e istituzioni pubbliche e private. L’intervento rientra nell’ambito della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi sulle migrazioni non6solo, cui è stato dedicato un sito http://www.non6solo.it/ dove sono indicati tutti i partner e alcune testimonianze dirette.

Riguardo Marta Cianciolo

Marta Cianciolo
Studentessa al corso di studi in Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo.

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