Home / #unamarinadilibri / “Ho molti amici gay”: ritratto di una società omofoba a Una marina di libri
Battaglia - Ho molti amici gay cop.indd

“Ho molti amici gay”: ritratto di una società omofoba a Una marina di libri

“Ho molti amici gay” è il titolo del libro presentato giovedì 8 giugno al festival del libro Una marina di libri. Filippo Maria Battaglia, autore del volume, pubblicato dalla casa editrice Bollati Boringhieri, descrive fino a che punto l’omofobia sia radicata tra le fila della nostra classe politica, e quanto questa abbia influenzato, negli anni, il modo di pensare della comunità intera e delle masse.

Il titolo riprende la frase di rito che apre la premessa a un discorso che intende essere tollerante, e che invece nasconde un’omofobia latente e mal celata.

A presentare il libro Daniela Tomasino, volontaria e membro di Arcigay Palermo, e Davide Camarrone, giornalista palermitano.

“Si tratta di un libro bello, interessante”, dice Daniela Tomasino, “ma anche triste, perché raccoglie casi che conosciamo bene. Non si riferisce all’omosessualità, quanto all’omofobia e al modo in cui questa si trova ad essere radicata nella politica. L’omofobia è infatti insita all’interno della nostra classe politica, ed è molto più diffusa di quanto si possa immaginare. Resta un tessuto sottotraccia nella nostra società”.

“E’ un viaggio nell’Italia post-fascista” continua Davide Camarrone. “C’è stato un momento nel secondo dopoguerra in cui si è assistito a un arresto culturale delle generazioni su alcune grandi questioni, questo è in grado di spiegare molti degli interrogativi che il libro che il libro espone. Più che di omofobia, parliamo di eleuterofobia: paura della libertà, del cambiamento, per un paese timoroso dei suoi stessi diritti. In Italia rileviamo un pregiudizio su cose che in Europa sono entrate ormai all’attenzione del comune senso delle società”.

homoltiamicigay2

L’autore parla di un fenomeno trasversale, che attraversa movimenti di destra e di sinistra, che interessa nord e sud del nostro paese. “Dal secondo dopoguerra a oggi” dice Filippo Maria Battaglia, “si è instaurato un sentimento di tolleranza repressiva, i nostri dirigenti pensano che tollerando gli omosessuali la questione sia risolta. In realtà la tolleranza è essa stessa discriminazione”. Il libro introduce la riflessione dell’omosessualità come arma nella politica: “l’accusa di omosessualità” spiega lo scrittore, “diventa strumento per stroncare la carriera politica di alcuni personaggi di spicco nel panorama politico del nostro paese, e questo non soltanto nel dopoguerra ma anche nell’era moderna. In Italia questi atteggiamenti fanno presa e, a differenza di altri paesi, diventano motivazioni incisive”.

Il volume nasce come affiliazione di uno dei libri precedenti dello stesso autore “Stai zitta e va’ in cucina”, che si concentra invece sul maschilismo, perché maschilismo e omofobia sono due facce della stessa medaglia. Costruito sugli atti parlamentari, sulla ricerca attraverso quotidiani, testimonianze private, e si propone di raccontare una storia che nel corso di questi anni è stata abbondantemente oscurata.

“Includere diritti” conclude l’autore “non significa togliere qualcosa ad altri, semmai aggiunge soltanto qualcosa di positivo per tutti”.

 

Riguardo Marta Cianciolo

Marta Cianciolo
Studentessa al corso di studi in Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo.

Leggi anche

19074881_10211092635929228_408521584_o

“Bianco Tenebra. Giacomo Serpotta, il giorno e la notte” di Luca Scarlini

In occasione di Una Marina di Libri, Luca Scarlini presenta il suo libro dedicato a Giacomo Serpotta, edito da Sellerio. La presentazione è stata un'orazione piena di curiosità e di spunti di riflessione sulla unicità della produzione serpottiana e un invito alla comunità siciliana a promuovere la più alta tutela delle opere dello stuccatore. Con queste premesse impossibile perdere il libro.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *