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Foto tratta da rsvn.com
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Mobilità, una nuova strada collegherà il tratto Notarbartolo-Indipendenza

Si presenta come uno dei grandi progetti destinati a rivoluzionare la mobilità a Palermo. Una nuova strada collegherà la stazione Notarbartolo, da piazza Generale Di Maria, fino a piazza Indipendenza. Sarà la così detta “radiale di collegamento”. Lo scopo è quello di alleggerire il traffico in due dei punti più nevralgici in cui si concentra maggiormente. Costituirà una sorta di circonvallazione interna che favorirà la pedonalizzazione del centro storico. Non si tratta, dunque, della semplice realizzazione di una strada, ma di un intervento di riqualificazione urbana.

Foto tratat da blogdem.it
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Il Comune ha aggiudicato la gara per la progettazione. I cantieri dovrebbe iniziare nel giro di due anni, per un costo totale di circa 13 milioni di euro.
La stazione Notarbartolo si prepara a diventare, così, il punto di confluenza più importante della città, perché è da qui che passeranno il tram, l’anello ferroviario e il passante. Con quest’opera saranno più facili da raggiungere anche corso Re Ruggero, via Basile, quindi l’Università, via Oreto e l’ospedale Civico.
La progettazione non prevede l’abbattimento di nessuna costruzione, in quanto la strada coprirà la linea ferrata Lolli-aeroporto seguendo, in questo modo, il percorso ferroviario. In altre parole, la strada verrà realizzata sopra la nuova galleria che chiuderà la metropolitana attraverso una specie di tettoia asfaltata, proprio com’ è già avvenuto per corso Re Ruggero, la via che collega piazza Indipendenza a via Basile.
Dopo viale Regione siciliana a Palermo non si sono più costruite grandi arterie di collegamento che aiutassero lo smaltimento del traffico, grande problema che attanaglia ogni giorno la città.
Secondo il progetto via Terrasanta, Via Dante, via Goethe e corso Alberto Amedeo potranno vedere diminuito quel continuo via vai di auto e moto che persiste notte e giorno. Corso Alberto Amedeo, in particolare, è un tratto altamente trafficato da sempre, ma che con il nuovo doppio senso causato dalla chiusura di corso Vittorio Emanuele per il riconoscimento dell’Unesco a patrimonio dell’umanità delle bellezze arabo-normanne, è diventato saturo.

 

 

 

 

Il progetto è stato ideato durante la gestione Cammarata.

Riguardo Giorgia La Marca

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