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Una marina di libri

“Una marina di libri”, si riscopre la storia architettonica di Palermo

Si è svolta sabato pomeriggio  la presentazione del volume “Repertorio Iconografico dei luoghi e degli eventi di Palermo raffigurati nelle stampe dal XV al XIX secolo” scritto da Cesare Barbera Azzarello e da Francesca Ferrara. Durante l’incontro, inserito nella manifestazione “Una marina di libri”, sono intervenute le docenti Tiziana Campisi, nipote dell’autore, e Maria Antonietta Spadaro.
Ingresso una marina di libri La prefazione del libro, curata da Paola Barbera, porta un titolo molto interessante e curioso: “Dentro un labirinto”. Spesso quando ci si muove nelle vie del centro storico si ha la sensazione di essere in un dedalo di strade, ci si preoccupa per esempio della superficie nella quale si cammina ma ci si dimentica di fare la cosa più bella: scoprire e ammirare le bellezze architettoniche della città. Cesare Barbera Azzarello è conosciuto ed apprezzato per le opere dedicate alla stampa e alle collezioni e Paola Barbera ha definito l’interesse del padre come “una passione privata che è diventata collettiva” e che è riuscito anche a trasmettere e tramandare alla sua famiglia. L’autore ha raccolto immagini di Palermo reperendole in tutto il mondo ed esse rappresentano delle testimonianze fondamentali per conoscere la rivoluzione urbanistica del capoluogo siciliano. Il volume, diviso in sezioni, non si limita ad essere una schedatura dell’architettura palermitana. Non è un libro che si limita ad essere sfogliato, ma offre spunti curiosi e interessanti mediante i quali ogni lettore è supportato nella propria ricerca e può creare percorsi di studio personali.

Una marina di libri La vastità di informazioni, aneddoti e rimandi letterari possono condurre i lettori dove non pensavano di arrivare. Le riflessioni di studio sul periodo tra il Seicento e il Settecento mostrano la trasformazione della città durante le feste. Nell’Ottocento i viaggiatori del Grand Tour che venivano in Sicilia erano affascinati dai templi greci e li disegnavano. Successivamente rimasero affascinati dall’Etna, dai mari e dai monumenti. Quindi l’interesse si spostò dalla ricerca della Grecia classica alle bellezze paesaggistiche e monumentali. Tutto ciò è stato raccontato da incisioni realizzate da figure importanti. Intorno al 1830 la tecnica litografica si affermò anche in Sicilia e l’immagine di Palermo cominciò ad essere frequente e circolare in giro per il mondo.

Il volume dà informazioni su dove poter approfondire certe tipologie. Il tutto è poi corredato di una ricca appendice dove sono presenti delle incisioni realistiche ma anche fantastiche di Palermo, come per esempio delle colonne traiane a Piazza Marina. Ciò è dovuto al fatto che certi incisori non si erano mai recati nella città ma rappresentavano ciò che gli era stato raccontato o forse suggerito dall’immaginazione. Come sottolineato dalla professoressa Campisi, l’opera ha un pregio notevole: dà ai giovani la possibilità di approcciarsi ad uno studio personalizzato con un metodo rigoroso aiutandoli nella scelta delle fonti, mentre agli addetti ai lavori e ai professionisti del settore consente di approfondire certi aspetti non considerati o rimettere nel focolaio certe questioni a cui si pensava di aver già fornito una risposta.

Una marina di libriL’attenzione e la dedizione con le quali il noto studioso ha realizzato tale opera portano ad una rivalorizzazione delle bellezze architettoniche e della storia della città. A tale proposito la professoressa Spadaro cita l’opera in tre volumi di Carlo Collodi dal titolo “Il viaggio per l’Italia di Giannettino”. Collodi aveva già compreso l’importanza della letteratura per l’infanzia e aveva deciso di scrivere tre piccoli volumi ognuno dei quali era realizzato ad una zona d’Italia con l’obiettivo di valorizzare tutti i territori dal nord al sud passando per il centro. Oggi, tuttavia, negli studi artistici si inculca un’idea culturale sbagliata, valorizzando certi territori e non tenendone in considerazione altri che invece meriterebbero di essere studiati per la loro bellezza e la loro importanza storica. Il volume di Cesare Barbera Azzarello ben si presta a questa funzione pedagogica per lo studio di Palermo che spesso non viene valorizzata come merita.

Riguardo Valeria Cannizzaro

Valeria Cannizzaro
Sono nata a Palermo nel 1992. Sono laureata in lingue, ho un master in Global Marketing e uno in Business Administration. Sono appassionata di eventi culturali, di libri e di cinema.

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