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A Una Marina di Libri si parla di Don Milani

Inizia questa terza giornata di Una Marina di Libri all’insegna dei due nuclei tematici al centro dell’evento: educazione e accessibilità. Alle 10:00 il Gymnasium ha infatti ospitato un seminario molto interessante su una delle figure più discusse, rivalutate ed apprezzate del Novecento italiano: quella di Don Milani.

Ad aprire l’incontro, Ottavio Navarra, che ha introdotto ai tanti presenti gli ospiti e gli argomenti che sarebbero stati trattati. “È solo la lingua che rende uguali. 50 anni da Lettera a una professoressa di Don Milani” è stato il tema di cui hanno discusso Valentina Chinnici, Anna Staropoli, Luciano D’Angelo, Don Maurizio Francoforte, Gloria Calì.

IMG_0148Valentina Chinnici, insegnante e presidente CIDI di Palermo, ha presentato la figura di un Don Milani, uomo che non amava definirsi pedagogo, ma che può essere visto sotto varie sfaccettature, come filologo, uomo di Chiesa, obbediente ed eversivo allo stesso tempo. La parola è successivamente passata a Don Maurizio, parroco della Parrocchia San Gaetano – Maria SS. del Divino Amore, il quale ha trattato il rapporto tra la gerarchia ecclesiastica e il parroco, ricordando un’altra figura “scomoda”, quale quella di Don Puglisi.

Luciano D’Angelo è un obiettore di coscienza, nonché presidente di OMNES (“Organismo di Microcredito e di Una Nascente Economia Sostenibile”). Dopo essersi presentato, D’Angelo ha raccontato dei primi contatti con la figura di Don Milani e come tale conoscenza abbia cambiato la sua visione di vedere il mondo. In particolare, il convenuto ha condiviso il ricordo di un suo conoscente in gioventù, proveniente da famiglia mafiosa che, dopo aver appreso gli scritti di Don Milani, decise di chiudere per sempre con il mondo di sangue da cui proveniva.

IMG_0150IMG_0157L’intervento successivo è stato quello di Anna Staropoli, sociologa e responsabile dei lavoratori di cittadinanza attiva – Istituto di Formazione Politica “Pedro Arrupe“- Centro Studi Sociali. La formatrice si è rivolta ai giovani presenti, invitandoli ad essere autori e non ripetitori, leader della propria vita. Infine, Giulia Calì, insegnante e vicepresidente CIDI Palermo, si è soffermata sull’importanza da parte del docente di riuscire a far emergere e considerare come risorsa il contesto di provenienza di ciascun allievo. I ragazzi vanno cercati e portati a scuola, vanno motivati e accolti con gli strumenti della cultura e con la creatività didattica, di cui la lingua è l’elemento fondamentale.

A chiusura dell’incontro, hanno preso parola diversi presenti per condividere il proprio pensiero o per porre qualche domanda o suggerimento agli ospiti.

Riguardo Miryam Lo Dato

Miryam Lo Dato
Laureata in Lettere presso l'Università degli Studi di Palermo, specializzata in Filologia Moderna e Italianistica.

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