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Matteo Lamia, "Le mie parole, le tue parole", Casa editrice Edity
Matteo Lamia, "Le mie parole, le tue parole", Casa editrice Edity

Una marina di libri: Matteo Lamia e il suo amore per la vita

«Sono grato, ho gli occhi ancora pieni della luce delle cose belle che ho visto oggi. Visi familiari, persone care, parole stupende. È tutto nuovo, insolito, meraviglioso e mi lascia veramente a bocca aperta. Se dovessi sintetizzare ciò che ho nel cuore oggi: sono grato, sono veramente grato per tutto quello che mi sta capitando». 

Matteo Lamia, "Le mie parole, le tue parole", Casa editrice Edity
Matteo Lamia, “Le mie parole, le tue parole”, Casa editrice Edity

Esprime così il suo stato d’animo Matteo Lamia, poeta palermitano che oggi ha presentato il suo libro di esordio “Le mie parole, le tue parole” all’ottava edizione del festival letterario di Palermo “Una marina di libri”, ospitato per il secondo anno in uno dei posti più belli della città, l’Orto Botanico.

Matteo Lamia, classe 1984, quarto di sei figli, è studente del Corso di Laurea Magistrale in Filologia Moderna e Italianistica presso l’Università degli Studi di Palermo. Il suo libro è una piccola e intensa raccolta di poesie che nella forma antica e mai fuori moda della lirica descrive l’amore per la vita e il lancio entusiastico verso di essa. Al suo esordio, l’autore si racconta e condivide col lettore singoli e vivi momenti della sua quotidianità con l’intenzione di incoraggiare a una vita vera, autentica, che di certo costa sacrificio, ma è un sacrificio ben ripagato dalla luce dei propri occhi e dalla pace nel cuore.

Matteo Lamia, "Le mie parole, le tue parole", Casa editrice Edity
Matteo Lamia, “Le mie parole, le tue parole”, Casa editrice Edity

Alla presentazione sono intervenuti Salvatore Lo Bue, docente di Poetica e Retorica dell’Università degli Studi di Palermo, Alessio Arena, poeta palermitano candidato al Nobel per la letteratura e Ruggero D’Amico, amministratore della Casa editrice Edity, un progetto di giovani Under 30 che hanno deciso di seguire la propria intuizione, che nasce da un profondo interesse per il libro e la parola, e di intraprendere un’avventura imprenditoriale nel mondo dell’editoria e della comunicazione.

Matteo Lamia, "Le mie parole, le tue parole", Casa editrice Edity
Matteo Lamia, “Le mie parole, le tue parole”, Casa editrice Edity

Cosa significa la scrittura per te, e la poesia in particolare?
Scrivere per me è una necessità, arriva improvvisa, come un’urgenza. La scrittura mi libera e mi permette di dire qualcosa del mondo che mi circonda. Sono le parole a cercarmi e io mi lascio guidare da loro. La poesia per me è il canto della Vita, è il luogo in cui il poeta compie un atto d’amore per esistere. È qualcosa di estremamente semplice e in quanto tale, è frutto dello Spirito che abita l’uomo e della verità la poesia ne dice l’essenza.

Quale è la tua fonte d’ispirazione?
La mia ispirazione è ogni cosa: un’ora del giorno, una frase di mia madre, gli occhi di una donna, una riflessione sulla condizione dell’uomo d’oggi. Non c’è nulla che non sia e non passa diventare oggetto di poesia e che quindi, di questa, ne sia il principio causante.

Come ti senti quando scrivi?
“Come posseduto da mania”, citando Platone. Nella mia poesia affermo me dicendo del mondo, c’è molto di autobiografico. Qualcosa o qualcuno mi prende e io divento assente, cieco, lanciato oltre la siepe. Una natura differente mi appartiene in quel momento. È mistero pure a me stesso ed è una solitudine-lontananza che mi fa guardare ogni cosa come fosse lo sguardo del primo uomo sul mondo. Come mi sento quando scrivo? Mi sento lontano, differente, stupito. Perché la parola in me avviene. Senza sforzo. Semplicemente per dono.

Quando hai scritto la tua prima poesia?
Iniziai a strimpellare versi verso i dodici anni. Era estate e con accanto “L’allegria” di Ungaretti impastavo puerili versi scimmiottando il poeta d’Alessandria. Da lì in poi non smisi più di scrivere in versi.

Matteo Lamia, "Le mie parole, le tue parole", Casa editrice Edity
Matteo Lamia, “Le mie parole, le tue parole”, Casa editrice Edity

Come sei arrivato a “Le mie parole, le tue parole”?
Questo libro nasce dalla lettura delle poesie di Giuseppe Conte, grande poeta dei nostri giorni. Sono state loro a cambiare la mia scrittura. E dopo averne scritte diverse, mi sono reso conto che tra le mani avevo una silloge di poesie di senso compiuto.

Qual è stato il tuo percorso?
M’innamorai per caso di Sandro Penna, definito da Pasolini come il più grande dei lirici del ‘900. Passai da Baudelaire, padre della poesia moderna a De André. Neruda è il grandissimo amore della mia vita e al quale torno spessissimo quando voglio anch’io spiccare il volo dell’immaginazione poetica. E ancora: Whitman, Szymborska, Tagore, Vincenzo Costantino, Rilke. Senza mai dimenticare Borges, Nazim Hikmet, John Wilmot, Jacques Prevert e Umberto Saba, per risalire, tramite lui, a Leopardi e a Petrarca e in generale a tutta la lirica mondiale.

Matteo Lamia ha dovuto viaggiare molto, lasciarsi incantare da città diverse e innamorare di persone e culture altre per capire che quella non era la vita che gli apparteneva: «Dovevo tornare nella mia amata Palermo, avevo capito che quella vita non era la mia». Dopo gli studi, continua l’autore, «desidero insegnare letteratura italiana presso i licei superiori, facendo dell’insegnamento della lingua e della letteratura italiana uno strumento per educare le future generazioni ai valori alti della bellezza, della bontà e della verità. Vorrei aiutarli a trovare la propria strada, a usare la propria mente e a sentire col proprio cuore», perché «solo l’amore – citando Rilke – può avvicinarsi e conservare il tesoro che giace in una poesia».

Qual è la tua visione della vita?
Per me la vita è mistero. Tutto avviene in nome di qualcosa che mai completamente comprenderemo o riusciremo ad afferrare. La vita avviene. A noi tocca metterci in ascolto, silenziosamente, pieni di vivo ardore ed entusiasmo. Niente avviene per caso, come se tutto avesse una segreta corrispondenza nell’unica realtà vera che abita nell’Invisibile, nello spirituale.

Io credo nella Vita, perché ne faccio esperienza ogni giorno: questo è il mio messaggio.
Auguro a tutti di vivere, di sognare e di non smettere mai di stupirsi e di fare innamorare di se stessi gli altri e di ogni cosa ognuno di noi.

 

Riguardo Emanuela Chinnici

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