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“Il mare dagli infiniti flutti”: a Palermo la Notte Bianca del Liceo Classico

Tra le scuole secondarie di secondo grado cui si può accedere in Italia, il liceo classico è certamente quella più antica, famosa per la sua impronta umanistica e per lo studio delle lettere classiche.

Quando fu istituito dalla legge Casati nel 1859, prendeva il nome di “liceo-ginnasio”. Era previsto un corso di otto anni (non esistendo all’epoca la scuola media), diviso in cinque anni di ginnasio e in un triennio liceale. Il liceo classico rimase l’unico indirizzo liceale italiano fino all’istituzione in otto città del liceo moderno nel 1911; il liceo moderno fu abolito nel 1923 con la riforma Gentile, che contestualmente istituì il liceo scientifico.

Con la riforma gentiliana, il liceo classico divenne una scuola rivolta a formare la futura classe dirigente del paese e per questo posto in una posizione privilegiata nei confronti degli altri indirizzi secondari superiori: solo ai diplomati in possesso di maturità classica era concessa la libera iscrizione in qualsiasi facoltà universitaria, mentre ad esempio chi proveniva dal liceo scientifico non poteva iscriversi a giurisprudenza né a lettere.

Solo nel 1940 la riforma Bottai istituì la scuola media e il liceo classico assunse la struttura quinquennale che oggi conosciamo, mentre nel 1969 l’accesso all’università venne liberalizzato e concesso a tutti i diplomati in indirizzi superiori di secondo grado quinquennali.

Nonostante i cambiamenti nel tempo, il liceo classico conserva oggi il suo prestigio e anche la nostra città vanta l’esistenza, per importanza storica e culturale, di diversi istituti classici rinomati. Il liceo classico Giovanni Meli, ad esempio, fu istituito nel 1887 con il nome di Quarto Regio Ginnasio; il liceo classico Vittorio Emanuele II venne invece fondato dai gesuiti nel 1549, prendendo poi la denominazione attuale nel 1865; tra gli educandati più antichi di Italia, oggi sede di un liceo classico e di un liceo classico-europeo, si riconosce l’Educandato Statale Maria Adelaide, che ospita al suo interno il teatro affrescato da Rocco Lentini e la chiesa del ‘700.

Per rivivere la classicità, la cultura, l’arte del liceo classico, ha preso avvio la Notte Bianca del Liceo Classico, in cui è possibile visitare i licei classici che aderiscono all’iniziativa. Quest’anno Palermo ha ospitato la sua terza edizione.

Lo scorso 13 Gennaio, presso il cinema De Seta, ai Cantieri Culturali alla Zisa, si è svolto un incontro-dibattito, patrocinato dal Comune di Palermo, dal titolo “Il mare dagli infiniti flutti”, organizzato dai Licei Classici di Palermo  Convitto “Giovanni Falcone”, dell’Educandato “Maria Adelaide” e dei Licei “Garibaldi”, “Meli”, “Umberto I” e “Vittorio Emanuele II”, allo scopo di riflettere sull’attualità degli studi classici nel nostro tempo. Gli studenti si sono esibiti nella lettura corale del primo stasimo della tragedia “Antigone”, del tragediografo greco Sofocle. Alla performance erano presenti anche il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando e l’Assessore Giusto Catania.

Il Sindaco è intervenuto durante l’incontro, ricordando che “il liceo classico è un mondo vitale ed una istituzione molto importante. E c’è un collegamento molto forte tra il mondo vitale e l’identità che nasce dal liceo classico ed il Mediterraneo: entrambi sono mondi vitali e, come tali, devono essere rispettati. Parole come “Euro-Mediterraneo” sono esattamente la negazione di un mondo vitale, perché evocano vecchie logiche che portano a vedere il Mediterraneo da Occidente e dalla Mitteleuropa piuttosto che da Oriente.

Palermo non è passato e periferia del mondo – ha sottolineato  Orlando. – Il nostro presente e futuro nascono sul voler puntare molto su quella cultura dell’accoglienza che è fatta molto più di migranti che non di residenti. Anzi, a Palermo, non ci sono migranti. Quando qualcuno mi chiede quanti sono i migranti a Palermo, io rispondo nessuno, perché chi arriva a Palermo diventa Palermitano ed è un ex migrante. Credo che sia questo il senso del Mediterraneo nel quale noi crediamo, che è sicuramente un faro di civiltà”.

Riguardo Marta Cianciolo

Marta Cianciolo
Studentessa al corso di studi in Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo.

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