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Teatro Garibaldi
Teatro Garibaldi

Manifesta chiama Palermo: arte e botanica per comprendere il sociale

Manifesta 12, la biennale nomade di arte e cultura contemporanea, ha aperto i battenti il 16 giugno e animerà la città di Palermo fino al 4 novembre. Fondata nel 1993 da Hedwig Fijen, che ancora oggi la dirige, Manifesta ha presentato circa 50 progetti artistici di cui 35 appositamente commissionati.

Il progetto al quale la nota biennale ha dedicato studio e lavoro è Il Giardino Planetario. Coltivare la Coesistenza che si rifà alla metafora di Gilles Clément: il mondo è come un “giardino planetario” e l’uomo ha il compito e il dovere di essere il suo giardiniere e di prendersene cura giorno dopo giorno.

"Veduta di Palermo" di Francesco Lojacono (1875)
“Veduta di Palermo” di Francesco Lojacono (1875)

Tale progetto, a cura dei Creative Mediator di Manifesta 12 Bregtje van der Haak, Andrés Jaque, Ippolito Pestellini Laparelli e Mirjam Varadinis, si ispira inoltre al dipinto Veduta di Palermo, realizzato da Francesco Lojacono nel 1875 e custodito nella collezione della Galleria di Arte Moderna di Palermo in cui tutti gli elementi paesaggistici presenti non sono indigeni. Neanche gli alberi di agrumi, considerati ancora oggi un simbolo caratterizzante la Sicilia, sono del territorio ma un frutto introdotto dalla dominazione araba. I giardini, e in modo particolare l’Orto Botanico di Palermo, diventano una metafora importante della vita in quanto luoghi in cui le forme si mescolano e in cui si aggregano le differenze per generare vita.

Orto Botanico
Orto Botanico

Il Giardino Planetario si compone di tre sezioni: Garden of Flows indaga l’interazione delle piante con le risorse del pianeta, Out of Control Room intende avvicinare le reti dei flussi digitali e City on Stage partendo dalla natura di Palermo intende incoraggiare ad una comprensione critica e consapevole della città.

Manifesta 12 ha voluto dedicare ampio studio a temi importanti quali la migrazione e il cambiamento climatico e ha scelto Palermo come punto di osservazione, città che ben si presta a questa funzione grazie alla sua storia. In passato il capoluogo siciliano ha subito diverse influenze ben documentabili dalle sue diverse denominazioni. Prima Zyz (dal fenicio “fiore”), poi Panormos (dall’unione di due parole greche che significano “tutto” e “porto”), Panormus con i romani, Balarm con gli arabi e successivamente Balermus e più tardi Balarmuh nel periodo normanno e infine finalmente Palermo. Palermo è un crocevia di culture, è un ponte nel Mediterraneo tra l’Europa e l’Africa e sposa con successo il concept editoriale scelto da Manifesta per il primo weekend: borderless (“senza confini”).

Palazzo Forcella de Seta, uno dei luoghi della manifestazione
Palazzo Forcella de Seta, uno dei luoghi della manifestazione

La Manifesta 12 Borderless Conference, tenutasi il 15 giugno alle ore 18 nel maestoso Teatro Massimo, ha senz’altro rappresentato un momento di incontro e di confronto sui temi della mobilità internazionale mediante prospettive artistiche, sociali e politiche.

Riguardo Valeria Cannizzaro

Valeria Cannizzaro
Sono nata a Palermo nel 1992. Sono laureata in lingue, ho un master in Global Marketing e uno in Business Administration. Sono appassionata di eventi culturali, di libri e di cinema.

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