Home / #ErsuCultura / Manifesta 12, dove storia, tradizione e sociale si incontrano
Una delle sedi delle installazioni di Manifesta 12
Una delle sedi delle installazioni di Manifesta 12

Manifesta 12, dove storia, tradizione e sociale si incontrano

Manifesta, la nota biennale nomade di arte contemporanea che ha scelto Palermo per ospitare la sua dodicesima edizione, ha portato nel capoluogo siciliano una ventata di storie avvolte nel sociale provenienti da ogni parte del mondo.

Dopo l’inaugurazione del 16 giugno, Manifesta ha contribuito notevolmente alla riscoperta di alcuni luoghi palermitani e alla riapertura di alcuni di essi come, ad esempio, l’Arena La Sirenetta a Mondello. Sono molti i palazzi storici scelti da Manifesta per ospitare la maggior parte delle proprie installazioni.

Palazzo Forcella De Seta, ad esempio, nel cuore del Foro italico, è una delle sedi che ospita alcune installazioni della biennale. Più specificamente fa parte della sezione Out of Control Room de Il Giardino Planetario. Coltivare la Coesistenza e ospita le opere di Kader Attia, Forensic Oceanography, John Gerrard, Patricia Kaersenhout, Erkan Özgen, Peng! Collective e Laura Poitras.

The Soul of Salt (2016) di Patricia Kaersenhout
The Soul of Salt (2016)
di Patricia Kaersenhout

In una delle stanze più belle e più grandi dell’antico palazzo ottocentesco si erge una montagna di sale, maestosa installazione dell’attivista Patricia Kaersenhout, accompagnata da una testimonianza video. L’installazione pone le sue origini dalla leggenda degli “africani volanti”, schiavi che, secondo la leggenda, evitavano di mangiare il sale per diventare così leggeri tanto da poter tornare in Africa in volo. In realtà esistono diverse varianti di queste leggenda, ma tutte hanno un’origine comune. Nel video, che accompagna l’installazione, si vede un capo spirituale africano benedire una montagna di sale e durante la cerimonia un gruppo di rifugiati intona un antico canto di lavoro. I visitatori possono prendere del sale da portare a casa e scioglierlo nell’acqua per dissolvere simbolicamente i dolori del passato.

Anche Palazzo Ajutamicristo è parte della sezione Out Of Control Room de Il Giardino Planetario. Coltivare la Coesistenza. Il palazzo ospita le opere di James Bridle, Tania Bruguera, John Gerrard, Filippo Minelli, Lydia OurahmaneTrevor Paglen, Peng! Collective, Rayyane Tabet, and Richard Vijgen.

Un’altra installazione legata al sociale è presente proprio qui. Si tratta di The Third Choir della giovanissima Lydia Ourahmane. Al centro della stanza sono stati posizionati venti barili vuoti di petrolio Naftal, esportati dall’Algeria nel 2014. Ognuno di essi contiene un cellulare sintonizzato sulla medesima frequenza di un trasmettitore radio FM. L’opera, accompagnata da un raccoglitore con testimonianze scritte, pone enfasi sulle strutture sociali e politiche dell’Algeria legate al fenomeno dell’immigrazione clandestina.

The Third Choir (2014) di Lydia Ourahmane
The Third Choir (2014) di Lydia Ourahmane

Fino al 4 novembre 2018 tutti i visitatori potranno avere accesso alle varie installazioni di Manifesta avendo la possibilità non soltanto di ammirare certe bellezze storiche a volte dimenticate ma anche di conoscere storie e tradizioni di ogni parte del mondo.

Tutti i residenti in Sicilia potranno acquistare il pass valido per più ingressi ad un prezzo di 10 euro, mentre i non residenti a 35 euro. Sono previste, inoltre, agevolazioni per tutti gli studenti.

Per ulteriori informazioni sulla manifestazione, visitare il sito ufficiale.

Riguardo Valeria Cannizzaro

Valeria Cannizzaro
Sono nata a Palermo nel 1992. Sono laureata in lingue, ho un master in Global Marketing e uno in Business Administration. Sono appassionata di eventi culturali, di libri e di cinema.

Check Also

foto Bepi Garsia

San Valentino con la rassegna Play Piano Play al Brass Group

Per le “Musiche del nostro tempo”, giovedì 14 febbraio alle ore 21.00 al Real Teatro Santa Cecilia, si esibirà Bepi Garsia in concerto con “Plays the music of Pino Marcucci & ...”. Un San Valentino all’insegna della musica da sentire e da vivere quella proposta dalla Fondazione the Brass Group per la nuova rassegna "Play Piano Play", che riprende il titolo di un famoso album dell’artista Erroll Garner. E' un programma quanto mai affascinante, originale negli adattamenti e in buona parte anche inedito quello proposto nel recital del pianista Bepi Garsia; il repertorio da lui preparato, infatti, disegna un emozionante viaggio che parte da temi poco frequentati, e per la prima volta eseguiti a Palermo, scritti dal compositore romano Pino Marcucci e, toccando la celebre "Rapsodia in blu" di George Gershwin, nella rara versione per solo piano, giunge fino a Debussy.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *