Home / #ErsuCultura / Con Madama Butterfly ritorna la stagione del Teatro Massimo
Madama Butterfly

Con Madama Butterfly ritorna la stagione del Teatro Massimo

Con la Madama Butterfly ritorna la stagione del Teatro Massimo. Ritorna al culmine di una settimana intensa per la Fondazione che,  mercoledì scorso, ha presentato la Stagione 2017 e che ha iniziato il tour per i quartieri palermitani con l’Opera Camion Figaro.

Una settimana densa di appuntamenti che oggi rafforzano il rapporto con la città con la manifestazione “Piazza Massimo“. Una tre giorni che ha in programma la proiezione nella piazza prospiciente il teatro di opere, balletti, concerti e documentario. Proprio ieri, la prima di Madama Butterfly è stata proiettata all’esterno ed è stata preceduta con un’introduzione all’opera di Stefania Petix, l’inviata siciliana di “Striscia La Notizia” , che nella sua passione per Puccini ha voluto condividere questo amore con i partecipanti che hanno assistito alla proiezione.

L’opera pucciniana che andrà in scena fino a domenica 25 settembre è stato coprodotta dal Macerata Opera Festival. Ha avuto come direttore il giovane Jader Bignamini e come regista Nicola Berloffa. Lo spettacolo è il risultato di un grande lavoro collettivo e come tale è giusto descrivere anche l’esecuzione di entrambe i cast. Si accetterà così da oggi l’idea proposta dal sovrintendente Giambrone alla conferenza stampa di presentazione della stagione del 2017: non si distingua più tra il primo e il secondo cast essendo entrambi di egual valore e professionalità.

La tragedia giapponese in due atti è la storia di un matrimonio tra Cio Cio San e Pinkerton, un tenente della marina militare statunitense. Il matrimonio viene contratto secondo le usanze giapponesi per cui Pinkerton può ripudiare la moglie per sposare una propria connazionale. Egli sposa Cio Cio San (che dopo il matrimonio si fa chiamare Madama Butterfly) per soddisfare il proprio vezzo. Abbandonata la giovane e tornato negli USA, contrae nuove nozze. Passano tre anni e Cio Cio San attende il marito fiduciosa nel suo amore che per quanto breve ha dato alla vita un figlio. Ripudiata dalla sua gente ella attende il dì del ritorno che quando arriva è il dì nefasto della sua morte all’apparir del vero.

Particolarmente apprezzabili alcune scelte, che nella classicità dell’allestimento hanno offerto delle chiavi di lettura nascoste nei dettagli. Anzitutto la – di certo non causale – contrapposizione cromatica all’entrata di Cio Cio San (Hui He) fra le fronde degli alberi di ciliegio  fra il mondo giapponese e quello americano. Colori caldi il primo e colori freddi per il secondo. Bianco brillante per Madama Butterfly, vestito blu per Pinkerton (Brian Jagde) che, invece, tradizionalmente, viene vestito negli abiti bianchi della marina.

Interessante l’ambientazione nel Giappone del secondo dopoguerra. Nel secondo atto questa collocazione temporale rende possibile la trasformazione del classico teatro giapponese in un cinematografo. Dal punto di vista scenico il cinema diventa il luogo della proiezione del sogno di una vita americane di Madama Butterfly. Un sogno che è occasione propizia per importare nello spettacolo l’innovazione di cui il Teatro Massimo si fa messaggero.

Notevoli, infine, le sfumature politiche che l’allestimento offre. Nel secondo atto,  come se l’americano avesse condotto in prigione la giapponese, nella scenografia sono montate delle grate. Congedatasi dal piccolo figlio, Madama Butterfly lo fa sedere verso il telo delle proiezioni, lo benda e mentre ella muore il piccolo sventola una bandierina americana.

Difficilmente – credo – non può cogliersi una velata critica, oltre che culturale, politica. La prima appare una critica morale verso quell’incontro tra due popoli che è piuttosto imposizione dell’uno sull’altro. Un messaggio fuori tempo che storicamente potrebbe intendersi come una critica alla soluzione dell’imperialismo americano. La seconda, infine, è una plastica riproposizione della caverna platonica. In bambino bendato, simbolo degli uomini che patiscono le violenze dei governanti,  sventola la bandierina, avendo davanti a sè una proiezione dell’irreale mentre alle sue spalle si compie la storia.

In questa caverna, il pubblico che cos’è?

Riguardo Andrea Cannizzaro

Andrea Cannizzaro
Nato il 29 luglio 1994 a Palermo dove frequento il corso di studi in Giurisprudenza. La mia mail è andreacannizzaro94@gmail.com

Leggi anche

VOI METTETECI RAGAZZA

APERTE LE ISCRIZIONI ALLA SCUOLA DI CINEMA PIANO FOCALE

Sabato 5 ottobre 2019, alle ore 21, sarà presentato in  via Notarbartolo, 36 il nuovo  anno  della scuola …

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *