Home / #ErsuCultura / La Macro-Regione del Mediterraneo Occidentale per ripensare le strategie geopolitiche Europee – Bilancio dell’inizio di un cammino
Macro-Regione del Mediterraneo

La Macro-Regione del Mediterraneo Occidentale per ripensare le strategie geopolitiche Europee – Bilancio dell’inizio di un cammino

Con la terza sessione, ieri pomeriggio, il convegno internazionale “La Macro-Regione del Mediterraneo (Occidentale)” è volto alla conclusione affrontando il possibile ruolo della Macro-Regione del Mediterraneo nei rapporti storici tra Spagna, Francia, Mezzogiorno d’Italia e nelle relazioni con i paesi dell’Africa maghrebina.

Alla fine del convegno gli intervenuti hanno predisposto un documento che è stato consegnato da Andrea Piraino a Gianni Pittella, presidente del gruppo S&D al Parlamento UE, perchè faccia propria la causa del convegno e se ne faccia promotore presso il Parlamento Europeo. La dichiarazione di intenti per l’inizio del cammino verso la Macro-Regione del Mediterraneo Occidentale  sottolinea come questa strategia – in armonia con qualsiasi altro livello di cooperazione o organizzazione territoriale decentrata – costituisce l’ultima occasione per un rilancio del Mezzogiorno di Italia e della Sicilia e per innescare un processo idoneo a umanizzare la globalizzazione, anche in vista della programmazione successiva al 2020, oggi in fase di elaborazione.

Anche questa sessione – presieduta da Roberto Lagalla (UniPa) – ha affrontato una pluralità di temi. Uccio Barone (UniCt) a partire dall’esame dalla rotazione delle esperienze macro-regionali nella storia mediterranea è giunto alla costatazione della integrazione continua dei popoli mediterranei. Antonio Matasso (Università Pegaso) ha evidenziato come l’occasione delle Macro-Regioni ponga la necessità di aggiornamento dello Statuto Siciliano, essenzialmente andato in desuetudine, alla luce dell’ordinamento costituzionale e di quello europeo.  Francesco Attaguile (Vicepresidente dell’ARCES) ha esaminato tutte le esperienze di cooperazione e specie di quella del GECT, gruppo europeo di cooperazione territoriale, e del GECT ARCHIMED che vede la partecipazione di tutte le isole del Mediterraneo. Ian Refalo (Università di Malta) con un aneddoto, ha disegnato cosa voglia dire concretamente costruire la Macro-Regione del Mediterraneo. Egli infatti raccontò di come assistette a un incontro tra pescatori di varie nazionalità e di come essi si comprendevano tra di loro perchè affermarono “parlavano la stessa lingua del mare”.

Non poteva essere dimenticata nelle analisi quella dell’Iniziativa per lo sviluppo sostenibile dell’economia blu nel Mediterraneo occidentale, approvata il 19 Aprile 2017, che di fatto costituisce la base per la nascita della Macro-Regione (in genere le Macro-Regioni vengono anticipate da una strategia per lo sfruttamento del mare) e con questa analisi si sono approfondite le potenzialità economiche del bacino Mediterraneo Occidentale. Francesca Longo (UniCt) ha ricordato che l’area del Mediterraneo Occidentale comprende poli di attività economica come Barcellona, Marsiglia, Napoli e Tunisi e include destinazioni turistiche come le isole Baleari, la Sicilia e la Corsica;  dispone di 200 porti e terminali e vi transita quasi il 40% di tutte le merci (in termini di valore) del Mediterraneo; 20170707_180041 (1) richiama il maggior numero di turisti nel bacino mediterraneo, anche a motivo del suo patrimonio artistico e culturale;  costituisce un hotspot di biodiversità, con 481 zone marine protette;  rappresenta una ricca zona di pesca, con oltre il 30% del valore totale degli sbarchi in prima vendita nel Mediterraneo e oltre 36.000 posti di lavoro diretti sui pescherecci.

Alice Anselmo, deputata presso l’ARS, ha espresso l’impegno per la promozione presso le sedi regionali del progetto. Infine ha chiuso i lavori Gianni Pittella che accettando la proposta offerta dal convegno, ha affermato: “In questi decenni abbiamo avuto un asse politico che non ha privilegiato il Mediterraneo in favore della dimensione del Nord-Est. Questo ha determinato l’assenza di comprensione delle sfide che si sarebbero presentate come quella della sicurezza e quella della immigrazione. Se vent’anni fa avessimo fatto una politica per l’Africa e non avessimo fatto l’elemosina all’Africa oggi avremmo una realtà diversa. Il problema politico, che viene insieme a quello dello strumento, è “vogliamo cambiare registro e asse geopolitico di riferimento?” Io sono non solo favorevole ma anche fautore di questo nuovo approccio che nell’ultimo mandato ha visto la nascita di politiche a ciò dedicate. Se questa scelta geopolitica avviene anche la Macroregione del Mediterraneo Occidentale sarà una realtà prolifica”.

Appare necessario che questa due giorni si sciolga con l’avvertimento, che Giovanni Guzzetta (Tor Vergata) ha sentenziato nel suo intervento: “Non sottovalutiamo le Macro-Regioni perchè costituiscono uno dei classici istituti dell’Unione Europea che nascono in sordina e che diventano architravi dell’ordinamento europeo”.

Riguardo Andrea Cannizzaro

Andrea Cannizzaro
Nato il 29 luglio 1994 a Palermo dove frequento il corso di studi in Giurisprudenza. La mia mail è andreacannizzaro94@gmail.com

Leggi anche

Foto Landi Sacco

Prometeo, il mito del Fuoco. Appuntamento al Teatro Antico di Segesta domenica 1 settembre

La performance “Prometeo, il mito del Fuoco” in scena al Teatro Antico di Segesta. Per la manifestazione “Dionisiache - Calatafimi Segesta Festival”. Domenica 1 settembre ore 19.45

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *