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“Look up” di Gary Turk, un appello al mondo del web

Grazie all’universo digitale abbiamo tanti amici. Quanti apprezzamenti ricevono le mie foto? Quanto tempo sono attiva online? Più attiva sono, migliore è la mia vita sociale. Più apprezzamenti ricevo, più le mie amicizie sono sincere e durature. Sono solo convinzioni. Quella online non è amicizia, quel tipo di relazione ci fa trascorrere il tempo, facendoci perdere occasioni che hanno un’importanza reale, ci tengono compagnia facendoci sentire sempre più soli e senza che nessuno conosca realmente qualcosa di noi stessi.

Gary Turk, poeta inglese che si è mostrato in un video visualizzato da più di 59 milioni di persone, ci aiuta a riflettere sulla vita virtuale che ci intrappola in relazioni senza emozioni, ci consiglia di “alzare lo sguardo” dal cellulare o dal computer, di staccarsi dall’idea che la nostra felicità è maggiore se condivisa con tante persone connesse su internet, di allontanarci dalla convinzione che le presenze sul web lo sarebbero anche nel reale, al momento del bisogno.

We are at our most happy with an experience we share,/but is it the same if no one is there./Be there for your friends, and they’ll be there too,/but no one will be, if a group message will do. (Gary Turk)

Siamo realmente quello che mostriamo sui social? Oppure rappresentiamo una maschera di noi stessi da mostrare al nostro “pubblico”, allontanandoci dalle nostre emozioni, chiudendo le porte del nostro mondo? Ci diamo in pasto al pubblico dominio dando peso a parole senza un contesto, a voci senza intonazione, ad azioni irrazionali, a relazioni senza gerarchie dove tutti siamo uguali proprio perché nessuno si conosce.

A world of self-interest, self-image, self-promotion/Where we all share our best bits, but, leave out the emotion. (Gary Turk)

Cerchiamo di farci ascoltare mostrandoci meno isolati, accendendo i fari sulle nostre condotte di vita con un’autopromozione di noi stessi per cui le nostre intenzioni sono disumanizzate.

We edit and exaggerate, we crave adulation,/we pretend we don’t notice the social isolation./We put our words into order, until our lives are glistening,/we don’t even know if anyone is listening. (Gary Turk)

Sarebbe più comodo scrivere i propri pensieri sul web se a leggerli ci fossero persone sinceramente interessate a noi, ma purtroppo comunicare nel mondo virtuale significa entrare nel caos delle sorde opinioni personali, in cui il caotico relativismo rende le nostre vite dei prodotti da commerciare. E così può capitare che, camminando lontani dai computer, non siamo in grado di capire il bisogno reale di prestare ascolto ed essere ascoltati, di proporre uno scambio di conoscenze a chi ci sta vicino, di mostrare realmente la nostra personalità.

 

 

Riguardo Ylenia Nasti

Ylenia Nasti
Laureata all’Università di Palermo. Amo i libri, i paesaggi e la cucina siciliana

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