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New Drugs e loro diffusione nella società. Intervista al Professore Fabio Venturella.

Il professore Fabio Venturella, docente di Farmacia, Tossicologia e Farmacognosia, conosciuto per l’impegno nel settore della divulgazione scientifica, ci parla delle cosiddette New Drugs e della loro diffusione nella società.

Da cosa nasce il bisogno del tipo di informazione che svolge lei tra i ragazzi?

Negli ultimi anni si è sviluppata una nuova frontiera sulle sostanze d’abuso, abbastanza differente dalla frontiera delle droghe “tradizionali” come eroina, alcool , che sempre erano state viste come le droghe dei FabioVenturelladisadattati. Ultimamente si sono sviluppate delle sostanze che vengono pubblicizzate più facilmente su internet, quasi accettate come uno stile di vita e non più viste come droghe dei disadattati ma come sostanze del divertimento. Si è aperta anche la frontiera dei finti integratori che molto spesso vengono consigliati dagli istruttori nelle palestre. Il pericolo è dato dalla mancanza di conoscenza dell’argomento: su internet i ragazzini possono facilmente trovare messaggi fuorvianti perché la droga non è presentata come droga ma come la pillola che ti  fa “ballare” tutta la notte, ad esempio. Il fatto che non siano conosciute non permette nemmeno che vengano riconosciute subito come illegali perché le forze dell’ordine, per identificare una droga come tale, hanno bisogno di analizzarla ed identificarla. Inoltre sono sostanze che si creano molto facilmente nei laboratori clandestini, partendo da una molecola base.

L’esigenza di informazione nasce da tutto questo, vista la presenza di un sottobosco molto diverso dalle droghe tradizionali. Negli ultimi anni sono aumentati i casi di giovani che si recano al pronto soccorso dato che, oltre la dipendenza, il rischio maggiore è quello di essere colpiti da intossicazioni acute.

La nuova frontiera delle sostanze d’abuso,ha come ramificazione quella delle “rape drugs” o droghe dello stupro. Saprebbe darci una stima di quanti casi si registrano?

Non c’è una stima certa, per due motivi fondamentali: 1) sono droghe che cancellano la memoria a breve termine e, dunque, è difficile che una vittima denunci il suo aguzzino perché non ne conosce l’identità; 2) la sostanza è anche difficile da rintracciare nel corpo perché dopo 24 ore non lascia alcun segno nei tradizionali fluidi biologici su cui si operano le analisi. L’unica possibilità di identificazione dopo un lungo periodo di tempo, l’analisi del capello, dove le sostanze di abuso possono essere rilevate tramite sofisticate tecniche. La concorrenza di questi due fattori, unita alla vergogna che si prova a parlare delle violenze subite, non permette di stabilire se i casi dichiarati corrispondano ad una casistica certa. L’unica stima certa che abbiamo ci dice che negli ultimi 3 anni ci sono stati 40 casi accertati e 2 casi che sono risultati letali alle vittime che, oltre ad un alto dosaggio di droghe avevano assunto dell’alcool che è andato ad amplificare l’effetto depressore delle sostanze facendo collassare il sistema respiratorio. Anche in questo caso, l’informazione è importantissima dal momento che sono sostanze che sono facilmente reperibili sia nelle discoteche che su internet, trattandosi, per lo più di farmaci  sedativi , famaci per trattare l’abuso alcolico o solventi ad uso domestico. Paradossalmente,secondo alcune precise casistiche, le sostanze vengono somministrate alle vittime, da amici più che da sconosciuti.

Gli altri tipi di “nuove droghe” sono invece stimolanti, amfetamine modificate: la cosiddetta droga del cannibale, ad esempio,non è altro che mefedrone, un catinone potentissimo i cui effetti sono sconosciuti anche da chi lo smercia; tali new drugs purtroppo vengono conosciute solo quando arrivano i primi giovani intossicati, spesso gravemente. Oltre ai danni che possono dare ai vari organi, possono alterare anche la psiche: la droga del cannibale ad esempio, ha provocato, in chi l’ha usata, attacchi d’ira manifestati con morsi. Sono tutte sostanze elementari, rapesemplici da cambiare nella loro composizione: il mefedrone è diventato illegale da poco e già c’è qualche altro composto che lo sostituisce.

 In questo contesto, che fine hanno fatto le droghe tradizionali?

Droghe come eroina e cocaina non sono da sottovalutare visto che si sono avvicinate al mondo dei giovani che, ormai le fumano, cosa che non le rende meno pericolose di come sarebbero se sniffate o iniettate. Bisogna tenere d’occhio anche l’informazione in questo frangente, che comunque presenta una casistica più limitata rispetto alle new drugs.

E la cannabis?

La voce diffusa è che la cannabis faccia bene ma bisogna prendere le dovute precauzioni: la cannabis medicinale può realmente essere utile per alcune patologie, ma quella venduta per strada non è pura ma può essere adulterata con altre sostanze chimiche  molto pericolose come i cannabinoidi sintetici o ottenuta da semi modificati.

Per quanto riguarda le nuovissime droghe, definite ‘Chem Sex’?

Si tratta di pericolosi mix tra sostanze che agiscono come le droghe dello stupro, eccitanti, persino il viagra. Si sono registrati numerosi casi nei rave party e nelle discoteche e secondo l’istituto superiore di sanità sono dati in aumento. Ci sono anche le “droghe d’assalto”. Alcune sostanze depressive potrebbero essere usate per altri tipi di reati come la rapina: in Brasile ad esempio capita spesso che i tassisti offrano da bere ai clienti, somministrando  in questo modo le sostanze, per farli addormentare e rubare tutto ciò che hanno dietro facendo risvegliare i malcapitati senza ricordi e senza un soldo.

A cosa può portare un cattivo uso dell’informazione?

All’emulazione, la più probabile delle ipotesi, un pericolo reale a cui ci si è già ritrovati di fronte più volte. Pericoloso è anche il ‘passa parola’ che avviene sul web, nei rave party, nei luoghi ‘cult’ del divertimento giovanile dove spesso ci si fida della voce di ‘quello che ha provato’ e non gli è successo nulla. Noi ricordiamo sempre, nei nostri seminari, che le nuove droghe possono essere fatali anche se usate una sola volta.Non dobbiamo però essere censori: non dobbiamo pensare che non affrontando determinati argomenti, essi smetteranno di rappresentare un problema.

Un appello che le piacerebbe lanciare a tutti i ragazzi?

Prima di lasciarvi tentare ed  abbindolare, cercate di andare alla fonte dell’informazione; internet ormai bombarda di messaggi fuorvianti o redatti a gusto di chi scrive l’articolo o contenenti riferimenti a presunti articoli scientifici che fanno riferimento ad articoli reali  ma modificati, riportando solo ciò che  basta per avvalorare la loro tesi. Ricordatevi sempre : l’informazione deve partire sempre dai professionisti.

Riguardo Pietro Falzone

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