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L’inevitabile declino degli storici cinema palermitani

È calato il sipario su molti cinema storici di Palermo, che sta piano piano assistendo ad una paralisi della cultura: il progresso economico e tecnologico non lascia, infatti, scampo neanche ai punti fermi della cultura cinematografica della città.

Astoria, Adams, Ciak, Finocchiaro, Royal, Tiffany, Fiamma, Jolly: questi sono solo alcuni che negli ultimi anni hanno dovuto chiudere i battenti, assestando un ulteriore colpo al cuore dell’economia palermitana.

Ritorna dunque il tema della crisi che sta eliminando a poco poco le piccole realtà locali di tutta la città, dai negozi storici ai luoghi di cultura. In questo caso però, bisogna fare una riflessione anche sull’importanza del progresso tecnologico: molti dei cinema che hanno cessato la propria attività probabilmente non hanno saputo o potuto adeguarsi né alle esigenze di spazio e varietà di scelta necessarie a contrastare l’ingerenza delle grandi multisale, come l’Uci Cinema Forum e il Metropolitan, entrambe situate nelle periferie opposte della città, né alla cosiddetta rivoluzione digitale, ovvero il tanto acclamato 3D. Se poi si considera anche l’inflazione delle tv satellitari e digitali, l’avvento dello stesso 3D anche nel piccolo schermo, ma anche i grandi centri commerciali che attirano tutti i palermitani nel tempo libero, è chiaro che questo ha comportato una perdita degli spettatori e un notevole calo degli incassi che è difatti precipitato drasticamente del 50%.

Prima la chiusura del Ciak, che si è visto snaturato dall’interno con sua la deprimente trasformazione in discoteca, poi è stato il turno del Tiffany di viale Piemonte, la cui sala cinematografica è stata inaugurata negli anni sessanta e di cui ora i proprietari ne stanno valutando la vendita o la locazione, dopo la “conversione” del cinema Dante da cinema a teatro nel giro di un anno e mezzo, e infine anche al Jolly è toccato chiudere. Sulla sua saracinesca, infatti, venne affisso il cartello che riportava la seguente scritta: “Prossima apertura Teatro Jolly”. In pratica, niente più film: il cinema, infatti, ha ceduto il suo posto al teatro.

Inevitabilmente, queste piccole realtà “locali” si fanno da parte per lasciare più spazio alla nuova generazione dei multisala, ossia quei grandi raccoglitori di filmografia che si pongono come un avversario impari dei cinema storici, i quali sono ormai costretti chiudere. Si tratta, ad esempio, dell’Uci Cinema del centro commerciale Forum e del Metropolitan di viale Strasburgo.

Nonostante diverse vicende ne stiano ostacolando il percorso, a Palermo sarebbe in arrivo un nuovo cinema ad undici sale – insieme ad altri servizi tra cui alcuni punti di ristorazione – al posto dell’ex stabilimento della Coca Cola in Via Nicoletti, a Tommaso Natale, anche se i lavori sono stati al momento sospesi.

Le tradizionali sale cinematografiche subiranno quindi l’ennesimo colpo, forse quello decisivo.

Mario Monicelli diceva che il cinema non produce arte, ma crea cultura, ma, con ogni probabilità, l’indimenticabile regista non si riferiva ad una cultura di massa come quella che stiamo vivendo oggi.

Riguardo Elisabetta Lucia Medaglia

Elisabetta Lucia Medaglia
29 anni, di Palermo, ho conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza nel 2014, mi sono abilitata prima come giornalista pubblicista e, in seguito, come Perito Grafologo Professionista , e sono cultore di Filosofia del Diritto presso l'università LUMSA di Palermo .

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