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L’incontro “Come un’acrobata sull’acqua: fiumi e fili nella diaspora somala”

Il pomeriggio di sabato 10 ottobre,  a Palazzo delle Aquile, Cristina Ali Farah conversa con Alessandra Di Maio e Domenica Perrone, raccontando della sua vita tra l’Italia e la Somalia, della sua educazione culturale e scolastica e della sua produzione artistica.

Cristina Ali Farah è Italiana ( è nata infatti a Verona da padre somalo e madre italiana) ma è anche e sopratutto Somala: così appunto, come ci racconta lei stessa, pur avendo seguito il proprio percorso scolastico tramite la scuola italiana, ha sempre percepito il bisogno di conoscere la cultura del popolo somalo, le canzoni e gli usi: ed è proprio tramite questa attrazione che lei ha sviluppato la sua completa identità.

L’autrice si è trasferita con la famiglia a Mogadiscio, quando aveva soli tre anni, per ritrasferirsi prima in Ungheria, e poi nuovamente in Italia, a causa dello scoppio della guerra civile in Somalia.

La conversazione con Alessandra di Maio e Domenica Perrone, così come sono improntate le conversazioni con gli autori ospiti del Festival delle letterature migranti, ha permesso di analizzare in un contesto più intimo il vissuto di Cristina Ali Farah, un vissuto che inevitabilmente si intreccia con la sua produzione narrativa: già da “Madre Piccola” (2007) l’autrice comincia a trattare dei temi a lei molto cari, a partire dalla diaspora Somala nel mondo, un opera in cui si respira la voglia di mostrare ed affrontare la condizione degli immigrati somali, e la voglia di mostrare anche le proprie origini culturali.

Cristina Ali Farah racconta a questo incontro la favola de “ Il comandante del fiume”, una favola che riecheggia in tutto questo libro: Yabar infatti, il protagonista di questo racconto, si chiama proprio come il comandante del fiume, il comandante preposto a controllare che i coccodrilli non attaccassero la gente che si abbeverava al fiume, gente che ha scelto la convivenza con i coccodrilli, poiché non vi erano corsi d’acqua vicini e , come appunto recita la storia narrata dall’autrice, senz’acqua non si può vivere, ma si può convivere con i coccodrilli.

Infine durante la conversazione sono stati letti alcuni passi de “ Il comandante del fiume” e  di qualche altra opera, suscitando le emozioni del pubblico e così un grande successo.

 

Riguardo Alberto Ferrito

Sono uno studente di giurisprudenza che nutre la passione per, oltreché le scienze giuridiche, la letteratura classica, la prosa e la poesia; nutro un forte interesse verso le arti marziali; mi interesso di filosofia, ma di pochi filosofi; discuto volentieri di etica, ma sono un giuspositivista.

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