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Marionette a fili del Barbiere di Siviglia
Marionette a fili del Barbiere di Siviglia

Alla scoperta del Museo Internazionale delle marionette Antonio Pasqualino

Sala teatrale
Sala teatrale

Il Museo Internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, la cui storia è fortemente legata al suo fondatore, nasce nel 1975 e viene fondato dall’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari di Palermo. Il museo si trova all’interno dell’ex Hotel de France a pochi passi dal Foro Umberto I. Si sviluppa su tre livelli ed ospita al suo interno una vasta collezione di circa quattromila pezzi comprendenti una meravigliosa varietà di marionette, burattini, ombre, attrezzature sceniche e cartelli teatrali provenienti da ogni parte del mondo. Contiene, inoltre, un’ampia collezione di pupi di tipo palermitano, catanese e napoletano che si distinguono per caratteristiche, dimensioni e dal modo in cui vengono mossi.

Alcuni pupi
Alcuni pupi

I pupi palermitani, ad esempio, sono alti circa 80 cm e vengono manovrati dai lati del palcoscenico dal maestro paparo che al contempo dà voce anche ai personaggi (anche femminili), improvvisa i dialoghi e fornisce indicazioni ai suoi aiutanti. I pupi catanesi, invece, essendo molto pesanti (possono pesare anche 16 kg), sono manovrati dall’alto di un ponte dietro un fondale e di conseguenza i pupari non possono spostarsi di molto. Proprio a causa di questo, le voci dei personaggi vengono date dai parlatori che seguono un copione scritto e definito.

Cartello della tradizione palermitana
Cartello della tradizione palermitana

Per annunciare gli spettacoli i pupari utilizzavano cartelli che rappresentavano i momenti salienti del ciclo narrativo. A Palermo i cartelli erano dipinti a tempera su tela ed erano divisi in sei o otto riquadri detti “scacchi”.  A Catania essi erano dipinti su carta da imballaggio e raffiguravano una sola scena.

L’opera dei pupi siciliana non è l’unica collezione presente al museo ad essere stata proclamata dall’UNESCO Capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’umanità. Le altre tre collezioni insignite di questo riconoscimento internazionale sono il Bunraku giapponese,  il Wayang Kulit indonesiano e lo Sbek tom cambogiano.

Il museo è stato coinvolto anche nella manifestazione Le vie dei tesori fino al 4 novembre scorso, ma le visite sono consentite tutto l’anno. Da giorno 7 all’11 novembre ospiterà anche quest’anno il Festival di Morgana che rappresenta un’occasione in cui poter rivivere i pupi e i materiali presenti nelle sale del museo in dialoghi e rappresentazioni che mettono insieme in uno stesso luogo tradizioni e culture diverse. Saranno, infatti, presenti compagnie provenienti da diverse parti del mondo come India, Cambogia e Turchia.

Per ulteriori informazioni sul museo: https://www.museodellemarionette.it/

Riguardo Valeria Cannizzaro

Valeria Cannizzaro
Sono nata a Palermo nel 1992. Sono laureata in lingue, ho un master in Global Marketing e uno in Business Administration. Sono appassionata di eventi culturali, di libri e di cinema.

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