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laureati aumentati del 30% grazie al 3+2

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In Italia, il tasso di successo negli studi universitari è ancora molto basso: su 100 immatricolati solo 55 conseguono la laurea, a fronte di una media europea che supera il 70% di laureati. Attualmente, il sistema universitario italiano è basato su un corpo di università statali costituito da 67 atenei che accolgono il 92% del totale degli iscritti. Alle università non statali (29 atenei di cui 11 telematici) è iscritto l’8% degli studenti di cui il 2,6% in università telematiche.

Inoltre, più del 40% degli universitari è iscritto negli 11 grandi atenei con oltre 40.000 studenti, e quasi il 70% è iscritto in uno dei 26 atenei storici fondati prima del 1945. Negli ultimi anni il sistema universitario è stato trasformato profondamente dalla riforma del 3+2, ovvero corsi di laurea triennali seguiti eventualmente da un corso magistrale biennale. In seguito a questa riforma degli ordinamenti didattici del 3+2, il numero dei corsi di studio ha raggiunto un valore massimo di 5.879 corsi nell’anno accademico 2007-2008, per poi ridursi dall’anno successivo di circa 1.200 unità.

Da anni ormai, anche nel nostro Paese l’istruzione terziaria non è più limitata a una ristretta fascia ma è diventata accessibile ad ampi strati della popolazione. In pratica, il sistema si è aperto verso un’università “di massa”. In seguito a questo ampliamento, i laureati italiani sono aumentati ma sono sempre pochi se messi in relazione a quelli del resto d’Europa anche perché il fenomeno dell’espansione dell’istruzione universitaria è avvenuto  ovunque.

Gli immatricolati italiani sono per la maggior parte titolari di un diploma ad alto contenuto teorico, tipico dell’istruzione superiore italiana tradizionale che differisce molto da quella europea in cui i corsi di carattere professionalizzante rappresentano in media circa un quarto del totale. In ogni caso, tra i grandi Paesi europei l’Italia è quello con il più basso numero di laureati. Eppure, la quota dei giovani con un diploma di scuola secondaria superiore è ormai allineata alla media europea. Allora, il ritardo nei tassi di conseguimento della laurea dei ragazzi italiani rispetto ai loro coetanei degli altri grandi Paesi europei sembra essere dovuto al basso tasso di immatricolazione fra i giovani adulti. Gli immatricolati “maturi” con almeno 25 anni di età sono, infatti, appena l’8% del totale, contro un valore medio internazionale del 17%.

La quota dei ragazzi che fanno l’immatricolazione per l’università lo stesso anno del conseguimento del diploma di maturità è salita dal 70,8% al 79% dopo la riforma, mentre è scesa dal 18,5% all’8% quella di coloro che si immatricolano a tre anni o più dal diploma. Comunque, il numero complessivo di diplomi di laurea triennali, a ciclo unico, magistrali e del vecchio ordinamento è rimasto stabile intorno ai 300mila dalla metà dello scorso decennio. Però, il numero delle persone che annualmente conseguono un titolo di laurea oggi è di circa il 31% superiore rispetto a prima della riforma del 3+2.

È vero, però, anche che quasi il 40% degli studenti che intraprendono un corso universitario di primo livello non conclude gli studi. L’analisi delle transizioni dalla laurea triennale a quella magistrale, pubblicata nel Rapporto Anvur (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca), mostra come il passaggio riguarda poco più del 55% dei laureati. In sostanza, i corsi di primo e secondo livello non possono più essere considerati come parte di un unico percorso di studio, che ha nella laurea triennale una semplice tappa intermedia.

Sono sempre di più i casi in cui la carriera degli studenti universitari si conclude con la laurea di primo livello. Il 15% degli studenti abbandona gli studi durante il percorso triennale, a fronte del 6% degli studenti che frequentano i corsi a ciclo unico. Il 42% degli studenti di un corso triennale e il 32% di quelli iscritti ai corsi magistrali di secondo livello sono fuori corso. E a concludere gli studi nei tempi previsti sono solo un terzo degli studenti di un corso triennale e il 40% degli studenti di un corso magistrale di secondo livello.

Riguardo Marta Silvestre

Marta Silvestre
Laureata in Scienze filosofiche presso l’Università Roma Tre, ho frequentato la Scuola di Giornalismo Lelio e Lisli Basso - “Inchieste, questioni internazionali, ambiente e beni comuni”. La passione per il giornalismo nasce dalla volontà di poter dar voce a realtà altrimenti destinate a rimanere non raccontate. Ho maturato esperienze di lavoro come redattrice di vari giornali locali, raccontando in particolare vicende legate ai temi di mafia e antimafia. Durante l’ultimo anno ho svolto un tirocinio presso la redazione di cronaca e giudiziaria dell’agenzia di stampa AdnKronos e uno stage nella redazione di Sky Tg24. Attualmente collaboro anche con Italpress e Meridionews.

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