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Scuola del Fumetto

L’arte del fumetto a Palermo. Nasce una nuova generazione

I mass media hanno sempre relegato “la Nona Arte” in un cassetto, etichettandola come qualcosa di inferiore o per bambini. Il fumetto è invece un mezzo per raccontare una storia, suscitare emozioni, donare una visione del mondo. Ciò che conta è l’universo che crea, i personaggi, il ritmo della narrazione; questi gli ingredienti affinché un’opera lasci il segno o meno, che sia un libro, un film o un fumetto.

In Italia, col tempo, il mondo del fumetto si è sempre più ampliato e fatto conoscere al pubblico, fino a ricoprire un importante spazio nel mercato editoriale e nella cultura di massa. Ciò che ancora tarda è un’ampia, forte e diversificata produzione italiana.

Il lettore medio italiano di fumetti, spesso, non considera molto il fumetto italiano e rivolge la sua attenzione all’arte oltreoceano, ad esempio sui comics americani o sui manga giapponesi. Ciò nonostante, negli ultimi anni inizia ad affermarsi anche la produzione nazionale insieme a nuovi artisti, come dimostra l’esempio di Zerocalcare.

Anche dalla nostra Sicilia inizia ad arrivare un contributo importante. Dal 2004 opera a Palermo la Scuola del Fumetto, in cui gli studenti vengono guidati e cresciuti attraverso un percorso a tutto tondo che forma l’artista sia dal punto di vista professionale che creativo. Grazie ad essa, una nuova generazione di fumettisti palermitani sta crescendo e si appresta a lasciare il segno nel panorama artistico dello stivale.

Da quest’esperienza nasce la giovane promessa Paola Amormino, ventidue anni, già creatrice di “Beyond the Fear” e disegnatrice di “World of Lumina: Shani”, spin off del più prestigioso “Lumina”. Ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande.

L'arte del fumetto a Palermo.
La giovane fumettista Paola Amormino

Come è nata la passione per il fumetto e perché hai deciso di intraprendere questa strada?
“In realtà il mio interesse per il fumetto è nato molto tardi, di base ho sempre amato il disegno e più in generale il mondo dell’arte. Ciò che mi ha affascinato, da lettrice quasi casuale, è stata l’empatia che iniziava a legarmi ai personaggi. Del fumetto amo la comunicazione, e spero di riuscire anche io a trasmettere sensazioni con i miei lavori.”

Come hai conosciuto la Scuola del Fumetto?

“Al secondo anno del liceo artistico che frequentavo avevano introdotto dei corsi di fumetto pomeridiani, a guidarli era proprio un insegnante della scuola. Rimasi colpita dalle lezioni di sceneggiatura, prospettiva e anatomia: ho scoperto solo in seguito che erano appena un accenno di quello che avrei affrontato nel corso dei tre anni. Finito il liceo non pensai molto prima di iscrivermi, complice anche una borsa di studio vinta grazie ad un concorso di una fiera palermitana.”

Che difficoltà hai incontrato?

“Durante gli anni frequentati alla scuola ho avuto alcuni momenti calanti. Si trattava per lo più di ostacoli emotivi, perché a livello tecnico sono sempre stata molto attenta a rispettare le istruzioni. Uscire fuori dagli schemi e andare al di là della tecnica è un’evoluzione che va assimilata col tempo. Il lato positivo dei momenti di sconforto è che sei prossimo ad un salto qualitativo che ti aiuterà in futuro. In fondo, gli ostacoli non sono che opportunità di crescita.”

Quali sono stati i tuoi punti di riferimento per la tua crescita professionale?

“Mi è capitato di prendere come autori di riferimento Alessandro Barbucci, Claire Wendling e Otto Schmidt, ma questi sono ovviamente solo alcuni e l’ispirazione viene un po’ da tutto, anche teatro, moda, musica. Inoltre, grazie al web abbiamo la possibilità di conoscere artisti di tutto il mondo, sia affermati che emergenti, quindi siamo perennemente pieni di lavori validi.”

Cosa ne pensi del mercato del fumetto italiano e delle sue prospettive?

“Il mercato si va pian piano aprendo a stili meno canonici: da disegnatrice, lo trovo molto stimolante. Servono grafiche accattivanti ricche di emozioni, che vengano da tratti tondeggianti, spigolosi, grigi o pieni di colori poco importa. Ogni autore porta con sé un mondo che ogni appassionato alla lettura è curioso di conoscere. Anche la cura estetica dei volumi stampati diventa sempre più attenta. E’ un piacere scoprire l’attenzione per questi prodotti.”

Un consiglio per i giovani alle prime armi?

“Iniziate studiando la tecnica: conoscendola, potrete gradualmente staccarvene per modificarla e piegarla a quello che diventerà il vostro stile. Sarà acquisendo una consapevolezza delle vostre capacità che potrete portare avanti le vostre idee con coraggio.”

Riguardo Giorgio Mineo

Giorgio Mineo
Nato a Palermo, 21 anni, studente di Giurisprudenza. Sono appassionato di giornalismo e politica. Il mio ispiratore è Enrico Berlinguer.

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