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https://theconversation.com/prehistoric-wine-discovered-in-inaccessible-caves-forces-a-rethink-of-ancient-sicilian-culture-89116
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La scoperta del vino più antico al mondo in Sicilia

La scoperta del vino più antico dell’Occidente in Sicilia, nella grotte del monte San Calogero (o Kronio) in provincia di Agrigento, costringe a ripensare la storia delle popolazioni mediterranee. A suggerirlo è Davide Tanasi, dottore dell’Università della South Florida, in un articolo su “The Conversation” intitolato: “Vino preistorico scoperto in caverne inaccessibili costringe a ripensare la cultura dell’antica Sicilia”.

La scoperta della presenza di vasi e giare nelle grotte del monte Kronio non solo è suggestiva per il suo dimostrare l’abitazione di quelle zone già nel 6000 avanti Cristo, nonostante la forte pressione e le alte temperature della zona, ma anche per la sostanza alcolica rinvenuta. In origine, prima della scoperta, si pensava invece che la bevanda provenisse dall’Anatolia.

grapes-2656259_960_720“Ho guidato un gruppo internazionale di studiosi- scrive Davide Tanasi- che sperava di analizzare questo residuo marrone scuro al fine di far luce su ciò che originariamente contenevano questi contenitori dell’età del rame provenienti da Monte Kronio. Il nostro piano era di utilizzare tecniche chimiche all’avanguardia per lo studio del residuo organico”.

L’esistenza del vino, dunque, costringe a riscrivere con maggiore precisione la storia siciliana sulle coltivazioni dell’era preistorica, sulle tecniche di irrigazione, sulle abitudini alimentari ed anche sul traffico commerciale. È infatti probabile che la sostanza sarà stata oggetto di baratto con altri beni manchevoli nella zona, come i metalli grezzi utili per la realizzazione dei manufatti.

“Inizialmente – continua l’archeologo – non ho compreso appieno l’importanza di una tale scoperta. Solo quando ho esaminato la letteratura scientifica sulle bevande alcoliche nella preistoria, ho capito che i campioni di Monte Kronio rappresentavano il vino più antico conosciuto finora per l’Europa e la regione del Mediterraneo. Un’incredibile sorpresa, considerando che l’Anatolia meridionale e la regione transcaucasica erano tradizionalmente ritenute la culla della domesticazione dell’uva e della viticoltura precoce. Questa idea del <<vino più antico>> trasmessa dai titoli delle notizie ha catturato l’attenzione del pubblico quando abbiamo pubblicato per la prima volta i nostri risultati. Ma ciò che i media non sono riusciti a trasmettere sono le enormi implicazioni storiche che una tale scoperta ha per le culture siciliane dell’era del rame”.

Le successive scoperte, con probabilità, verteranno sulle abitudini culinarie dell’epoca e, come promesso dall’archeologo siciliano, sulla comprensione della qualità, bianco o rosso, del vino.

Riguardo Salvatore Casarrubea

Salvatore Casarrubea
Classe '94, diplomato al Liceo Classico, attualmente frequento la facoltà di Giurisprudenza. Mail: salvocasarrubea@gmail.com

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