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Limam Boicha e Luali Lahsen Salami al Festival delle Letterature Migranti

La poesia come arma. Limam Boicha e Luali Lahsen Salami al Festival delle Letterature Migranti

Mercoledì 12 ottobre, in occasione del Festival delle Letterature Migranti, presso Palazzo delle Aquile, si è tenuto l’appuntamento per la sezione “Nomadismi. Terre in cammino” in cui gli ospiti conversano su temi legati alle migrazioni umane e culturali.

Durante l’incontro, dal titolo “Le parole non hanno radici. Letteratura saharawi“, il giornalista Limam Boicha e lo scrittore Luali Lahsen Salami, hanno dialogato con Giulia Maltese, studiosa e promotrice della diffusione della cultura saharawi contemporanea in spagnolo.

I saharawi, dal 1975, sono vittime di una “migrazione forzata”, frutto dell’ingiustizia e degli interessi geopolitici ed economici dei grandi attori internazionali. Il Sahara occidentale, infatti, ex colonia spagnola, venne venduto al Marocco e ciò condannò il popolo all’esodo nel sud ovest dell’Algeria per scampare alle vessazioni e alle violenze nelle zone occupate.

La letteratura contemporanea saharawi si definisce, pertanto, come simbolo di identità e resistenza di un intero popolo, di cui gli autori in questione rappresentano due tra i maggiori esponenti.

Entrambi fanno parte del gruppo della Generación de la Amistad Saharaui, piattaforma di filologi e giornalisti, che, dal luglio del 2005, ha deciso di assumere un impegno etico ed estetico-letterario con la causa del Sahara Occidentale. «Il verso saharawi contemporaneo – spiega la moderatrice Giulia Maltese che si avvale dello spagnolo come lingua veicolare, si afferma al contempo come “necessità intima” e “arma di resistenza“».

Limam, già presente alla prima edizione del festival, oltre che giornalista e poeta, è anche portavoce della ONG Bubisher, il cui obiettivo è promuovere l’approccio alla letteratura mediante l’animazione alla lettura e la creazione di biblioteche nei campi di rifugiati saharawi.

Durante l’incontro, gli autori hanno raccontato della loro infanzia segnata dallo scoppiare del conflitto del Sahara occidentale e della diaspora dell’esilio presso i campi di rifugiati di Tindouf. Hanno poi affrontato il periodo del soggiorno cubano, in seguito agli accordi della Rep. Araba Saharawi Democratica con Libia, Russia e Cuba, per promuovere la formazione scolastica, considerata importantissima a tal punto da creare il motto “Prima ci educhiamo e poi ci liberiamo“. Infine, si è discusso del ritorno ai campi, caratterizzato dallo sradicamento, dallo shock culturale e dalle aspettative disattese di una risoluzione definitiva del conflitto.

In conclusione, ciascun autore ha omaggiato i presenti con la lettura di una propria poesia, “Exilio” per Limam Boicha e “Sinopsis” per Luali Lahsen Salami.

 

Per maggiori informazioni:

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Riguardo Mara Butticé

Mara Butticé
Nata ad Agrigento, frequenta la facoltà di giurisprudenza all'università degli studi di Palermo.

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