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La parola ai familiari delle vittime della strage di via D’Amelio. Intervista a Sabrina Li Muli (VIDEO)

Forti emozioni nel giardino della memoria “Quarto Savona Quindici” di Isola delle Femmine, in occasione delle celebrazioni del 25esimo anniversario della strage di via D’Amelio. Alla manifestazione, organizzata dal “Movimento dei Poliziotti Democratici e Riformisti” di Palermo insieme all’associazione “Quarto Savona Quindici”, rappresentata dalla signora Tina Martinez Montinaro, moglie del caposcorta di Giovanni Falcone, Antonio Montinaro, hanno partecipato anche alcuni parenti delle vittime delle stragi del 1992, fra cui la stessa Montinaro, Manfredi Borsellino, uno dei tre figli del giudice antimafia, Sabrina, sorella dell’agente di scorta Vincenzo Li Muli, Salvatore, fratello dell’agente Agostino Catalano, e Vincenzo, padre dell’agente Antonino Agostino. Hanno presenziato anche i ciclisti dell’associazione sportiva “Le pantere della polizia” e dell’associazione “AmicInBici“, partiti in bici da via d’Amelio e arrivati dopo un’ora al giardino della memoria.

Sotto la stele che ricorda la strage di Capaci sono stati piantati sei nuovi alberi, cinque ulivi e un mandorlo, donati dalla segreteria nazionale del Movimento dei poliziotti democratici, e ognuno di loro porta una targhetta con un nome delle vittime dell’attentato: Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina ed Emanuela Loi. Ha piantato un albero anche Antonio Vullo, l’unico agente sopravvissuto alla strage di via d’Amelio. Il giardino della memoria è stato inaugurato lo scorso 23 maggio e porta il nome in codice della scorta di Falcone, “Quarto Savona Quindici, ma Tina Montinaro ha fortemente voluto che nel giardino si ricordassero anche le vittime della strage di via D’Amelio.  “Le stragi sono unite e noi li vogliamo ricordare in questo modo per dimostrare che non li hanno uccisi”, ha dichiarato Tina Montinaro, “e adesso facciamo viaggiare anche gli altri ragazzi nella ‘Quarto Savona Quindici’. Il giardino, infatti, non appartiene solo a chi ha perso i propri cari nella strage di Capaci, ma a tutte le vittime del dovere. D’ora in poi chiunque potrà ricordare chi non c’è più donando un albero. I nostri familiari sono stati strappati alla vita con violenza, ritengo che sarà più difficile uccidere un albero, e se così fosse lo sostituiremo con un altro”.

manfredi-borsellinoÈ intervenuto alla manifestazione anche il nuovo Questore di Palermo, Renato Cortese, che ha piantato il mandorlo che ricorda Emanuela Loi. “Dobbiamo ricordare chi facendo il proprio dovere è rimasto vittima del potere e dell’arroganza mafiosa”, ha commentato Cortese, “ci sono ancora delle ombre su queste vicende e dobbiamo attendere che sia fatta completa luce, però non si può negare che oggi la realtà è molto diversa da quella di 25 anni fa e Cosa Nostra è molto in difficoltà rispetto a quegli anni. Ci sono ancora atteggiamenti persistenti di mafiosità, che però stridono con l’aria di cambiamento e la gioia di vivere che c’è oggi in una rinnovata Palermo”.

li-muliSono tanti i ragazzi che hanno partecipato alla manifestazione. “In loro rivedo mio fratello, con tutte le sue passioni, i suoi desideri e il suo grande senso di giustizia”, ha commentato ai nostri microfoni Sabrina Li Muli. In quel 19 luglio del 1992, suo fratello Vincenzo aveva solo 22 anni. Aveva deciso di fare la scorta al giudice Borsellino dopo aver visto quello che era successo ai suoi colleghi della scorta di Falcone. “Sono sempre stata arrabbiata e non ho mai voluto parlare di questa storia perché ho sempre pensato che non è giusto che mio fratello sia morto per uno Stato che non lo ha cautelato”, ci ha spiegato Sabrina, “però è anche vero se non ci sono persone come questi ragazzi, come mio fratello, come Falcone e Borsellino, questa società chi la deve cambiare? La società è nelle nostre mani, nelle mani dei ragazzi, e non ci dobbiamo arrendere, dobbiamo lottare, lo Stato dobbiamo essere noi. Noi lo sappiamo che chi è al vertice è marcio, però dobbiamo lottare perché se ci arrendiamo è finita”.

 

Riguardo Eliseo Davì

Eliseo Davì
Ho scritto un romanzo storico, "Societas", edito da BookSprint Edizioni. Sono Direttore del blog di informazione online "Il giornale di Isola" e ho collaborato con "L'ora". E nel frattempo studio, frequentando la facoltà di Giurisprudenza di Palermo.

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