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La Notte Bianca secondo gli studenti 1

Durante la giornata per La notte bianca per il diritto allo studio universitario nessuno dei ragazzi studenti universitari, idonei, beneficiari e non, si aspettava di poter avere un dialogo con Assessori e Impiegati dell’Ersu in linea diretta. Questo è stato possibile grazie a una tavola aperta al pubblico proprio alla Residenza Universitaria San Saverio. Sono stati argomentati molti punti a partire dal discusso calcolo del nuovo ISEE fino alle difficoltà di gestire il nuovo bando per le borse di studio e alloggio indetto dall’Ersu e per cui suddetto ente ha “le mani legate” non potendo prendere decisioni in autonomia, né potendo discuterne a tu per tu e isolatamente con i singoli studenti, essendo alimentato da un circuito politico-sociale ben definito e per cui soltanto il dialogo può farne emergere le più chiare intenzioni.

Domandando agli studenti come stanno vivendo questo disagio, le risposte non si fanno attendere.

“Sono arrabbiata, arrabbiatissima. Io sono al primo anno, in famiglia avevamo un ristorante ma adesso non più. Ma il reddito da dichiarare era quello del 2013. Ho la fortuna di abitare a Palermo, ma vi garantisco che ogni giorno mangio veramente male, avendo in tasca solo 1, 50€. Le fasce di reddito non sarebbero dovuto cambiare.”

“Io penso che le parole dell’Assessore all’Istruzione nascondono un controsenso: dire che la nostra Università negli anni ’80 si è aperta a tutte le classi, quando noi idonei, oggi non beneficiari di fascia ZERO non riusciamo a ottenere un diritto addirittura previsto dalla Costituzione”.

“Ho sentito parlare di crisi. Ma le istituzioni durante una crisi economica, non si dovrebbero occupare proprio delle persone che subiscono maggiormente la crisi, come chi ha redditi minimi stabiliti dai bandi e quindi dagli organi di dovere; cosa dobbiamo fare secondo loro? La mia famiglia sta facendo grossi sacrifici per mantenermi in questa fase di stallo. Penso che rinuncerò a frequentare l’Università”.

“Ma io non ho capito: stiamo aspettando i fondi europei? No, perché questo non mi è chiaro. Infatti sono venuto qui. Poi io aspetto ancora i 140 euro di tassa regionale, che sinceramente io dovrei usare per comprarmi i libri o eventualmente reinvestirli nel tfa, visto che voglio insegnare. Mi sento un’anima in pena”.

Si spera che dopo la Notte bianca per il diritto allo studio, il dialogo abbia potuto dare delle risposte a tanti studenti e che le critiche e i contributi degli studenti possano funzionare da stimolo per i politici presenti alla manifestazione.

Riguardo Ylenia Nasti

Ylenia Nasti
Laureata all’Università di Palermo. Amo i libri, i paesaggi e la cucina siciliana

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