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tratto da si24.it
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La Martorana: tradizione siciliana

La frutta di martorana, uno dei simboli della tradizione siciliana, viene preparata ogni anno in occasione del giorno della commemorazione dei defunti, il 2 novembre. Già da ottobre si iniziano a vedere adornate le vetrine delle pasticcerie con queste piccole opere d’arte, lavorate e curate in ogni minimo dettaglio dalla creatività dei pasticceri. Gli ingredienti chiave sono la pasta reale e lo zucchero, ma la caratteristica di questi dolci che li rende unici è l’essere a forma di frutto, dall’arancia al fico e alla pera, sempre dai colori molto accesi. La martorana ha un’origine antichissima, la sua creazione è legata alla Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio conosciuta da tutti a Palermo come “La Martorana”. La Chiesa che si affaccia su Piazza Bellini, fu edificata nel 1143 da Giorgio d’Antiochia, ammiraglio di Ruggero II, re di Sicilia. Successivamente, nel 1193 per volere di Eloisa Martorana venne fatto costruire il monastero, che prese il nome dalla sua fondatrice, così come tutto il resto del complesso. La tradizione racconta che i giardini del convento erano divenuti famosi in città per la bellezza dei suoi alberi da frutto e ortaggi, curati amabilmente dalle suore. Un importante personaggio del clero, a quel tempo incuriosito dalle voci, volle visitare di persona il giardino per constatarne la bellezza, ma in autunno quando i frutti non c’erano. Allora le monache ebbero l’idea di creare con la pasta di mandorle e lo zucchero questi falsi frutti per addobbare gli alberi e arricchire l’aspetto del giadino. Successivamente la frutta di martorana ebbe consensi anche fuori le mura del convento e qualche secolo dopo divenne patrimonio dei pasticceri palermitani.

tratto da lamiacucinacasalinga
foto tratta da lamiacucinacasalinga

Oggi la martorana, è l’emblema della pasticceria siciliana, riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale siciliano, e viene preparata come consuetudine il giorno della commemorazione dei defunti. Secondo la tradizione, il 2 novembre i morti tornano e lasciano in dono ai bambini i giocattoli, la pupa di zucchero, i biscotti tipici e il cesto della martorana. Un modo per sentire più vicini i propri cari defunti.

Riprodurre in modo artistico e goloso la frutta è abbastanza facile e divertente.

Come ingredienti servono:
-1 kg di fanira di mandorle
-800 g di zucchero a velo
-200 ml di acqua
-una bustina di vanillina
Procedimento:
-La prima cosa da fare è unire la farina, lo zucchero a velo, la vanillina e l’acqua
– si amalgama il composto per unire bene gli ingredienti fino a raggiungere una consistenza compatta. Se serve aggiungere ancora dell’acqua
-una volta pronta, formare dei salsicciotti avvolgendoli con la pellicola e lasciarli riposare per un’oretta
-trascorso il tempo, si può procedere a modellare la pasta con le apposite formine dalle varie forme, mettere prima uno strato di pellicola su di esse in modo da poterle prendere più facilmente
-posizionare tutta la martorana su un vassoio e lasciarla riposare per un giorno prima di procedere con la colorazione
-per la decorazione utilizzare i coloranti alimentari diluendoli con un poco d’acqua e alcool per dolci, e lasciarla riposare per un paio d’ore.

Riguardo Alessandra La Marca

Alessandra La Marca

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