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Con la cerimonia di inaugurazione, inizia “Palermo Capitale della Cultura”

Con l’inno nazionale cantato dal coro delle voci bianche del Teatro Massimo e dal coro Arcobaleno ha preso inizio oggi, presso il teatro simbolo della Capitale della cultura alle 11.00, la cerimonia di inaugurazione delle manifestazioni inerenti a “Palermo Capitale della Cultura 2018“. Sono presenti il  il presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, il ministro dei Beni e delle Attività culturali, Dario Franceschini, e il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci.

La cerimonia è stata presenziata dai rappresentanti delle istituzioni culturali, dalle massime autorità cittadine, comunali e regionali con la presenza di molti sindaci della provincia di Palermo. Fra i rappresentanti del mondo universitario anche Fabrizio Micari, rettore dell’Università di Palermo e Roberto Rizzo, commissario straordinario dell’ERSU Palermo.

Il primo a prendere la parola è l’assessore Andrea Cusumano che sottolineando il carattere multiculturale della città, ha presentato per grandi linee i circa 780 eventi; numero che immagina sarà raddoppiato. Viene poi presentato il logo della manifestazione realizzato dalla studente  ventiduenne dell’Accademia delle Belle Arti di Palermo, Sabrina Ciprì. 

2018-01-29

Prende quindi la parola il sindaco Leoluca Orlando il quale avvia il suo discorso cosciente della grande responsabilità di Palermo perchè “molto è stato dato a Palermo” dagli eroi che hanno dato la vita per combattere la mafia, dal riconoscimento UNESCO, dalla presenza di Manifesta 12, dal fatto che Palermo è stata capitale dei giovani 2017. Il sindaco prosegue rivendicando con orgoglio la presenza di investimenti esteri nella città e afferma l’obiettivo di “Palermo, città mediterranea nel 2030”. Multiculturalismo è la parola chiave del discorso di Orlando che ricorda la storia di Palermo condensata nel logo: città al contempo fenicia, greca, latina, arabo normanna ed ebrea: “Quando qualche giornalista mi chiede: ‘quanti immigrati sono presenti a Palermo’ io rispondo: ‘nessuno’ perchè chi arriva a Palermo diventa palermitano”.

Il presidente della Regione Nello Musumeci espone l’auspicio che l’occasione della Capitale come città della Cultura sia occasione perchè “ogni comune può esprimere potenzialità finora rimaste inespresse. Questa è la terra nella quale da una parte all’altra dell’isola si possono ammirare le sintesi delle diverse civiltà che hanno accompagnato la vicenda umana dei siciliani”. Musumeci riconosce che la Sicilia non è riuscita a capitalizzare questo patrimonio e che questa è la sfida che il governo regionale intende affrontare. Poi promette: “La Regione Siciliana darà il proprio contributo in termini di iniziative ma anche in termini finanziari istituendo, a valere sul fondo per le autonomie, un premio di un milione di euro, non soltanto per Palermo Capitale della Cultura, ma per tutti i Comuni che conquisteranno un titolo che consenta loro di proiettarsi in una dimensione nazionale ed estera”.

Il ministro Dario Franceschini evidenzia, poi come sia capace di portare ricchezza nel territorio l’iniziativa ministeriale delle capitali annuali della cultura. Egli racconta le metodologie di premiazione del progetto e rivela che i membri della commissione gli abbiano successivamente svelato come, in occasione della proclamazione di Palermo, la commissione fosse unanimemente d’accordo per la vittoria del progetto palermitano.

Conclude la cerimonia l’intervento del premier Paolo Gentiloni, non dimentico delle sofferenze, dei lutti, degli stereotipi che Palermo ha subito, e della rinascita che la città promuove Gentiloni ha ringraziato Palermo perchè “questo sentimento di rinascita fa bene alla Sicilia e all’Italia intera”. Il presidente del Consiglio poi continua: “Guai a perdere le nostre radici, guai a immaginare che in un mondo cosmopolita e digitale si possa rinunciare alla nostra identità e alla nostra stori. Non si può immaginare che le nostre radici siano utilizzate per chiuderci, per alzare dei muri, per non dialogare con il mondo che abbiamo intorno, è la forza delle nostre radici che ci consente di dialogare con il resto del mondo, senza chiusure e senza protezionismi. Anche questa è la lezione di Palermo e della sua storia”.

Riguardo Andrea Cannizzaro

Andrea Cannizzaro
Nato il 29 luglio 1994 a Palermo dove frequento il corso di studi in Giurisprudenza. La mia mail è andreacannizzaro94@gmail.com

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