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La Camera delle Meraviglie a Palermo non smette di stupire

La Camera delle Meraviglie. Chi le ha dato tale nome aveva ragione. Nei cunicoli del quartiere Ballarò, in via Porta Di Castro a Palermo, si nasconde la Camere delle Meraviglie. Si è detto che l’espressione “meraviglie” si addice alla suggestiva stanza blu perché, ancora una volta, essa non smette di stupire.

357Di recente, infatti, è stato scoperto che tra le scritte in arabo antico immortalate nelle sue pareti è presente una sequenza di note musicali. Sol, Sol, Re, Sol, Mi, Fa, Fa,Re, Mi, Sol sono le note che arricchiscono di mistero la camera. Ad avere la geniale intuizione è stato Giuseppe Mazzamuto, musicista palermitano.

“Incredibilmente – racconta Mazzamuto al giornale online PalermoToday – la melodia ha un senso compiuto sia eseguendola tradizionalmente da sinistra verso destra che da destra verso sinistra. L’emozione di questa mia scoperta è stata grande ed è la conferma che la musica è capace d’andare anche oltre le parole, questa melodia è un vero messaggio di pace tra culture diverse”.

L’ultima scoperta si aggiunge al già consolidato alone di mistero che circonda la camera delle Meraviglie. La sua origine sconosciuta, la scritta in arabo antico “Sia lodato Dio, niente è simile a lui“, il numero 7 che suggestivamente si ricava incrociando tutti i dettagli della camera, il blu scuro e le scritte in argento danno la sensazione di immergersi in un luogo mistico in cui il tempo si è fermato. Vittorio Sgarbi, infatti, uno dei primi a rimanere stupito della sua bellezza, l’aveva definito come un luogo spirituale di meditazione.

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Dopo le grandi scoperte dei professori dell’Istituto di lingue orientali e asiatiche dell’università di Bonn, che hanno permesso di scovare il significato di quella scritta che avvolge come un telo la camera (“Sia lodato Dio, niente è simile a lui“), Giuseppe Mazzamuto promette di proseguire il suo lavoro di ricerca per scovare nuovi significati. “La scoperta – continua il musicista – è frutto di mesi di ricerca e di notti insonni e il fatto che le scritte siano state tutte fatte a mano ha reso il mio lavoro di ricerca molto complicato. Ho così dapprima comparato tutte le scritte presenti nella stanza. A questo punto mi è venuto istintivo sovrapporvi mentalmente un pentagramma, trovando così una corrispondenza tra i simboli (neumi) e il posto che occupavano nei righi e negli spazi del foglio musicale. A questa proiezione mentale ovviamente è seguita una trasposizione concreta grazie ad un pentagramma su carta trasparente che ho sovrapposto alla grafica definitiva frutto delle comparazioni delle frasi presenti nella stanza: i neumi apparsi si sono incastrati perfettamente sui righi e negli spazi del pentagramma, le ho così tradotte in note, in valori musicali e poi fatto un arrangiamento per orchestra”.

Riguardo Salvatore Casarrubea

Salvatore Casarrubea
Classe '94, diplomato al Liceo Classico, attualmente frequento la facoltà di Giurisprudenza. Mail: salvocasarrubea@gmail.com

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