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La Brexit è la fine dell’Erasmus nel Regno Unito?

La Brexit è la fine dei programmi Erasmus verso il Regno Unito? Il 29 giugno ha risposto a questo dubbio Flaminio Galli, direttore generale dell’INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa, il più antico ente di ricerca del Ministero dell’Istruzione) che ha il compito di gestire il programma Erasmus + per il periodo 2014-2020.

In un editoriale pubblicato sul sito dell’istituto, Galli dichiara: «Nell’immediato va sottolineato che non c’è automatismo tra Brexit e programma Erasmus+ ed è ingiustificato l’allarme sulla fine della cooperazione tra Unione Europea e Regno Unito in tema di mobilità. Questo aspetto è stato confermato anche dalla Commissione Europea con una nota specifica. Spiace per l’esito del referendum, ma è importante rassicurare gli studenti e gli addetti ai lavori sul proseguimento delle attività in corso, comprese quelle approvate nel quadro dell’invito a presentare proposte 2016, che procederanno regolarmente fino alla scadenza prevista originariamente».

Il direttore di INDIRE ha parlato poi delle prospettive successive all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea: «Per gli anni a venire dobbiamo essere fiduciosi perché Erasmus+ è un programma flessibile e articolato, non circoscritto ai soli paesi Ue, tant’è vero che partecipano a pieno diritto anche i paesi dello spazio economico europeo (Norvegia, Islanda, Liechtenstein) e quelli candidati (Turchia, Ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia). Non dimentichiamo, inoltre, che è già possibile in ambito universitario la mobilità anche da e verso paesi extraeuropei. A livello politico siamo molto fiduciosi che il Regno Unito e la Commissione trovino una strada per far sì che la mobilità di studenti e docenti e la cooperazione transnazionale continuino a essere un’opportunità concreta per l’Europa e per lo stesso Regno Unito.»

Mentre il premier Renzi propone una cittadinanza UE per gli studenti, uno ius culturae onde stimolare la mobilità studentesca degli inglesi, nel continente si analizza quale sia l’entità di questa mobilità.

Il Regno Unito è una delle mete preferite dagli studenti universitari europei nell’ambito del Programma Erasmus+: accoglie 27.401 studenti, a fronte di 15.610 giovani inglesi partiti per fare un’esperienza di mobilità all’estero ( il 25% è francese, il 16% proviene dalla Germania, il 15,4% dalla Spagna e l’8,5% dall’Italia).

La situazione degli scambi tra Regno Unito e Italia è stata ben fotografata dal quotidiano economico “Il Sole 24 Ore”. Si riporta la tabella pubblicata dal quotidiano in cui si potrà notare un incremento dell’ 80%  nel periodo tra il 2007 e il 2015 di studenti italiani in uscita e, nello stesso periodo, del 40% degli studenti inglesi in entrata.

Fonte: “Il Sole 24 Ore”

Riguardo Andrea Cannizzaro

Andrea Cannizzaro
Nato il 29 luglio 1994 a Palermo dove frequento il corso di studi in Giurisprudenza. La mia mail è andreacannizzaro94@gmail.com

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