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Istruzione, Università, Ricerca in Sicilia: la parola ad Adelaide Carista

La seconda giornata dedicata alla conferenza Regionale Istruzione,  martedì 23 novembre 2021, è iniziata puntualmente alle ore 9,15, nell’Aula Magna del dipartimento Scienze economiche, aziendali e statistiche (edificio 13), in viale Delle Scienze.

La Conferenza ha previsto due giornate di approfondimento e dibattito per fare il punto sullo stato dell’istruzione e della formazione professionale in Sicilia: un importante momento di confronto di esperienze da parte di chi, ogni giorno, vive i luoghi dello studio e della formazione, per raccogliere suggerimenti e criticità di tale settore.

In particolare, per l’ERSU partecipa al talk delle ore 15:30 (Università e Ricerca in Sicilia) Adelaide Carista, componente del Consiglio di amministrazione dell’Ente di Palermo, eletta in rappresentanza degli studenti universitari e Afam.

IoStudio l’ha ascoltata prima dell’inizio dei lavori.

Dottoressa Adelaide Carista su cosa verte il suo intervento oggi?

Il mio personale obiettivo di oggi sarà quello di trattare il tema delle residenze universitarie in base a quello che è il PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che è stato emanato nel luglio scorso e che può essere molto utile per poter raggiungere gli obiettivi da noi prefissati.

Con quali mezzi si sta intervenendo per poter raggiungere tali obiettivi?

Intanto, sono state organizzate delle giornate per analizzare il PNRR, come quella del 23 Luglio 2021 presso il CNR di Palermo, nel quale era presente anche la ministra dell’Università e della ricerca Maria Cristina Messa, l’assessore regionale dell’Istruzione Roberto Lagalla, il mondo accademico siciliano, nonché il presidente dell’ERSU Palermo Giuseppe Di Miceli.

Durante questa giornata di pianificazione, qual è stato il tema maggiormente  dibattuto?

Uno dei temi maggiormente trattati, riguardanti anche il PNRR, è il progetto delle residenze universitarie in Italia. Tale competenza riguarda le strategie dell’ERSU, ente impegnato in prima linea per migliorare l’offerta di residenzialità universitaria; proprio in questi giorni – fra l’altro – andremo all’apertura di un complesso di alloggi per 50 posti letto nel quartiere dell’Albergheria a Palermo.

Parlando di istruzione, formazione e ricerca, i temi centrali della giornata di oggi, in che modo questo progetto può inglobare in sé il diritto allo studio e le politiche di contrasto alla povertà educativa?

La nuova residenza universitaria rientra nel piano di riqualificazione e rilancio del quartiere palermitano dell’Albergheria all’interno del quale ricadono già la residenza universitaria San Saverio e Biscottari. L’ente adesso sta lavorando per promuovere  anche corsi di formazione e attività di informazione sulla cultura della legalità e sulla sicurezza dei cittadini e altre attività destinate ai ragazzi del quartiere: un progetto pilota che prevede il coinvolgimento degli studenti universitari nelle attività e che potrebbe, poi, essere replicato anche in altri quartieri della città.

Questa collaborazione tra volontari e studenti può fungere come mezzo di contrasto contro la povertà educativa?

In una giornata come quella di oggi, ci poniamo l’obiettivo di creare i mezzi per dare opportunità a chi non ne ha, mezzi che non si limitino alla sensibilizzazione ma all’attuazione concreta di iniziative e “pressione” sugli organi istituzionali, per far sì che giornate come il 17 novembre (Giornata Internazionale degli studenti) passino in primo piano nel dibattito politico nazionale.

Un momento dei lavori presso l'Aula Magna del dipartimento Scienze economiche, aziendali e statistiche
Un momento dei lavori presso l’Aula Magna del dipartimento Scienze economiche, aziendali e statistiche

 

 

 

Riguardo Alice Lombardo

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